Catechesi e preghiere Mariane - Parrocchia S.Nicandro V.M.

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Catechesi e preghiere Mariane

Funzioni Religiose
Catechesi Mariana

Maria nei Concili Ecumenici

1^. Il Concilio di Nicea[ del 325 sotto il Papa Silvestro]

2^. Il Concilio Costantinopolitano I [ sotto il Papa Damaso]

Non trattarono in modo esplicito di Maria:il primo trattò della divinità di Cristo;il secondo della divinità dello Spirito Santo.]



3^. Il Concilio di Efeso [22 Giugno -Settembre 431,papa Callisto I]
Convocato da Teodosio II,imperatore d’Oriente e da Valentiniano III,imperatore d’Occidente .[Terzo Concilio ecumenico]

Nestorio,patriarca di Costantinopoli dal 428 al 431,sosteneva che in Cristo vi sono 2 persone,la persona umana e la persona divina e,di conseguenza, Maria è madre di Gesù uomo e non madre di Dio. Cirillo,patriarca di Alessandria,invece,sosteneva che in Cristo vi sono due nature ed una sola persona e,quindi,che Maria è madre di Dio.

Il Concilio :
• accettò la dottrina di Cirillo dichiarando Maria madre di Dio ;
• condannò Nestorio come eretico .

“Non nacque primieramente dalla Vergine un uomo volgare qualunque nel quale sarebbe poi disceso il Verbo di Dio,invece- il Verbo di Dio- unito nel seno stesso -della Vergine  -alla carne,viene detto generato secondo la carne,rivendicando a sé come propria la generazione della Sua carne[…]Cosicchè – i Santi Padri -non dubitarono di chiamare deipara[madre di Dio] la sacra Vergine,non già nel senso che la natura del Verbo e la sua divinità abbia avuto origine dalla santa Vergine,ma nel senso che trasse da lei quel sacro corpo informato dall’anima razionale,al quale il Verbo di Dio,essendo unito in unione di persona,si dice che è nato secondo la carne.”[D. 251 ]

4^. Concilio di Calcedonia  [08 Ottobre -01 Novembre 451,papa Leone I,convocato dall’imperatore Marciano. Quarto Concilio ecumenico].
• Condannò  Eutiche e il  Monofisismo che sostenevano in Cristo esserci  solo la natura divina .
• Riaffermò in Cristo la natura divina e la natura umana e,quindi,riafferma  Maria deipara.
“[…]l’unico medesimo Figlio,il Signore nostro Gesù Cristo,[…]è stato generato dal Padre eternamente secondo la divinità,e il medesimo,negli ultimi tempi è stato generato per noi e per la nostra salvezza da Maria Vergine madre di Dio secondo l’umanità”(D. 301)
5^. Concilio Costantinopolitano II [[02 Maggio -02 Giugno 553,papa Vigilio,convocato dall’imperatore Giustiniano. Quinto Concilio ecumenico].

Condannò gli scritti di tre teologi greci:Teodoro di Mopsuestia,Teodoreto di Ciro e Iba,vescovo di Edessa,conosciuti come  i Tre Capitoli

“Se qualcuno non confessa che due sono le nascite del Verbo di Dio,una prima dei secoli dal Padre,senza tempo,in corporalmente l’altra negli ultimi giorni,di quel medesimo che discese dal cielo e incarnato de sancta gloriosa Dei Genitrice et semper Virgine Maria,natus est ex ipsa,talis anatema sit” [sia scomunicato][D. 422]

“Se qualcuno dice che la santa e gloriosa sempre Vergine Maria è abusivamente, non veramente Madre di Dio,anatema    sit” [sia scomunicato][D. 427].

6^. Concilio Costantinopolitano III

[07  Novembre 680-16 Settembre 681,papa Agatone. Sesto Concilio ecumenico].

condannò il  monotelismo  e dichiarò eretico papa Onorio a 42 anni dalla morte,per aver appoggiato con due lettere la dottrina monotelita ;riaffermò la divina maternità di Maria con la stessa espressione usata dal Concilio

Costantinopolitano  II:

”[…]ante specula quidam ex Patrem genitum secundum deitatem,in ultimis diebus autem…de Spiritu Sancto et de Maria Virgine proprie et veraciter Dei genitrice secundum humanitatem”. [Generato dallo Spirito Santo e da Maria propriamente e veramente madre di Dio secondo l’umanità].

7^. Concilio Niceno II [24 Settembre -  23 Ottobre 787,papa Adriano I,convocato dall’imperatrice d’Oriente Irene.  Settimo Concilio ecumenico].

• Condannò l’iconoclastia [da eikon =immagine e klaein =spezzare ,significa rifiuto della venerazione delle immagini].
• Definì la liceità del culto delle immagini di Cristo:”come pure della inviolata Signora nostra  la santa Madre di Dio degli Angeli e dei Santi.[D. 600].

8^. Concilio CostantinopolitanoVI[dettoIV] [05 Ottobre 869 - 28 Febbraio 870,papa Adriano II. Ottavo  Concilio ecumenico].

Riconfermò la liceità del culto delle immagini […]similiter autem et imaginem intemerata matris eius et Dei genitricis Mariae”[D. 656]

[9^. il Concilio lateranense : I [con papa Callisto II] ;

10^. il Concilio lateranense II [con papa Innocenzo II] ;

11. il Concilio lateranense  III,  [con papa Alessandro III];
Non ebbero espliciti riferimenti mariani.]

12^. Concilio Lateranense IV [11-30 Novembre 1215,papa Innocenzo III. Dodicesimo Concilio  ecumenico].

Contro gli Albigesi e i Catari.
“Firmiter credimus et simpliciter confitemur [...]unigenitus Dei Filius Iesus Christus,a tota Trinitate communiter incarnatus,ex Maria semper Virgine Spiritu Sancti cooperatione  connceptus,verus homo fcactus,ex anima rationali et humana carne compositus una in duabus naturis persona,viam vitae manifestius demonstrvi”.(D. 801)

[Fermamente crediamo e con semplicità confessiamo[…]che l’Unigenito Figlio di Dio Gesù Cristo,incarnato per opera comune di tutta la Trinità,concepito da Maria sempre Vergine con la cooperazione dello Spirito Santo,fatto vero uomo,composto di anima razionale e di carne umana  una sola persona in due nature,ha indicato più manifestamente la via della vita.]

13^. il Concilio Lugdunense I [28 Giugno -17 Luglio 1245,papa Innocenzo IV. Tredicesimo Concilio ecumenico].
Non ebbe riferimenti mariani.

14^. Concilio Lugdunense II [07 Maggio -17 Luglio 1274,papa Gregorio X. Quattordicesimo Concilio ecumenico].

Credimus ipsum Filium Dei …temporaliter natum de Spiritu Sancto et Maria semper Virgine(D.852)
[Crediamo che lo stesso Figlio di Dio …nel tempo è nato dallo Spirito Santo e da Maria sempre Vergine]

15^. il Concilio Viennese [16 Ottobre 1311 -06. Maggio 1312,papa Clemente V. Quindicesimo Concilio ecumenico.
Non ebbe riferimenti mariani.]

16^. il Concilio di Costanza  [ 05 Novembre 1414 – 22 Aprile 1418,convocato dall’antipapa Giovanni XIII,fu chiuso da Martino V,papa legittimamente eletto. Sedicesimo Concilio ecumenico.
Non ebbe riferimenti mariani.]

17^. Concilio di Firenze [26 Febbraio 1439 – Agosto 1445,papa Eugenio IV. Diciassettesimo Concilio ecumenico]
“Firmiter credit  profitetur et predicat,unam ex Trinitate personam,verum Deum …in plenitudine temporis…veram hominis integramque naturam ex immacolato utero Mariae Virginis assumpsisse”[D. 1337]

[Fermamente crede,professa e predica che una Persona della Trinità,vero Dio…nella pienezza del tempo…ha assunto la vera ed integra natura dell’uomo dall’immacolato seno di Maria Vergine]

18^. il Concilio lateranense V [03  Maggio 1512- 01 Dicembre 1521,papi Giulio I e Leone II. Diciottesimo Concilio ecumenico.
Non ebbe riferimenti mariani]

19^. Concilio di Trento [13 dic. 1545 – 04 dic. 1563,papi Paolo III e IV. Diciannovesimo Concilio ecumenico].
Non trattò esplicitamente della Madonna.

Vi troviamo solo degli  accenni.

“Declarat tamen haec ipsa sancta  Synodus,non esse suae intentionis comprehendere in hoc decreto,ubi de peccato originali agitur,beatam et immaculatam Virginem Mariam Dei Genitricem…”[D.1516 Cfr.inoltre D.1573 e1823.]

[Dichiara tuttavia questo santo Sinodo non essere sua intenzione comprendere in questo decreto,dove si tratta del peccato originale,la beata e immacolata Vergine Maria Madre di Dio]

20^. Concilio Vaticano I
[08 dic. 1869 -20 ott. 1870,papa Pio IX. XX C ecumenico] .
Non ebbe riferimenti mariani.

Concilio Vaticano II [11 ott. 1962-07 dic. 1965,papi Giovanni XXIII e Paolo VI., 21^ Concilio ecumenico].

La presenza di Maria nel Concilio Vaticano II

Nella lettera apostolica Celebrandi Concilii Oecumenici  Giovanni XXIII raccomanda il ricorso all’intercessione di Maria,madre della grazia e patrona celeste del Concilio.
Nel discorso di apertura del Concilio il Papa affida il felice compimento del Concilio a Maria,soccorritrice dei cristiani,soccorritrice dei vescovi. A Maria si rivolgono i Padri del Concilio nel messaggio al mondo in apertura delle sessioni conciliari. Nella seconda sessione del Concilio la Commissione teologica propose di inserire la trattazione sulla Madonna nella Costituzione sulla Chiesa. Tale proposta fu da alcuni considerata insufficiente ,perché privilegiavano il rapporto di Maria a Cristo e,quindi, proponevano una trattazione separata ;da altri,invece,veniva accettata,perché vedevano Maria soprattutto come membro della Chiesa. Dopo un attento confronto prevalse  la raccomandazione della Commissione teologica. Vengono posti in risalto:1. la missione e i privilegi d Maria,2. la sua cooperazione al piano divino di salvezza in armonia con l’unica mediazione di Cristo.
Nonostante le cautele terminologiche,il Capitolo VIII della Lumen Gentium presenta una dottrina molto ricca e positiva,espressione della fede e dell’amore per colei che la Chiesa riconosce madre e modello della sua vita.

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Il  Concilio Ecumenico Vaticano II,nel capitolo VIII della Lumen gentium:1. espone,in eccellente sintesi,la dottrina e la devozione mariana di tutta la Chiesa,creduta e vissuta per  venti secoli;2. presenta Maria nel posto che occupa,per volere di Dio,nel mistero di Cristo e della Chiesa ;3. presenta Maria nel posto che deve occupare nell’azione pastorale e nella vita.

Nella Costituzione Lumen gentium,come in tutto il Concilio:Maria è presente come Persona viva del passato,del presente e del futuro.

Vi sono  continui riferimenti:1. alla Scrittura[26 citazioni e cioè tutti i testi mariani dell’AT e del NT,eccetto l’Apocalisse];2. ai Padri :16  citazioni  dai   Padri   latini e    2   dai    Padri       greci;3. ai precedenti Concili[ 8 citazioni];4. ai precedenti Pontefici[ 13 citazioni];5. alla liturgia[ 2 citazioni.]

Il Vaticano II è punto di arrivo della dottrina mariana,ma è anche punto di  partenza sia  per l’approfondimento della dottrina,sia per la devozione mariana.

Il mistero di Maria viene presentato intimamente connesso al mistero della Chiesa,ma questo non significa privilegiare la visione “ecclesiotipica” a scapito della visione “cristo tipica” .

In realtà le due visioni si armonizzano e si completano,infatti Maria:1. per alcuni aspetti è unita a Cristo,”in funzione attiva rispetto a Cristo e alla Chiesa”;2. e per altri è unita alla Chiesa “in quanto distinta da Cristo e in funzione passiva,insieme alla Chiesa,rispetto a Cristo”.

Maria:
• In quanto Madre di Dio “è intimamente unita a Cristo,con privilegio unico ed esclusivo che non è,in senso proprio ed univoco,comune alla Chiesa”.
• In quanto redenta,anche se in modo singolare [Immacolata Concezione],è intimamente unita alla Chiesa e distinta da Cristo.
• In quanto madre spirituale dei credenti,è unita alla Chiesa e distinta da Cristo.
• In quanto santa,piena di grazia,mediatrice di grazie,è unita a Cristo e alla Chiesa,perché tali prerogative sono comuni,sotto certi aspetti, a Cristo,a Maria e alla Chiesa.

Come Madre di Cristo,associata all’opera redentrice di Cristo:
• è Madre della Chiesa,
• ma,d’altra parte è prototipo della Chiesa,perché riceve,come tutti  i credenti,l’influsso salvifico di Cristo,nuovo Adamo.

Maria è presentata come novella Eva:

Eva dipende da Adamo perché da lui riceve la vita ed è associata ad Adamo come madre dell’umanità,Maria dipende da Cristo perché da Lui riceve la vita soprannaturale ed è associata a Cristo in quanto coopera alla salvezza del genere umano,come Madre spirituale dell’umanità e della Chiesa.

Paolo VI nel Discorso di chiusura della 3^ Sessionedel Concilio[21.11.1964],manifestava il suo compiacimento per la presentazione di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa:
Ciò corrisponde allo scopo che si è prefissato questo Concilio di manifestare il volto della santa Chiesa,alla quale Maria è intimamente congiunta e della quale,come è stato egregiamente affermato,essa è portio maxima,portio precipua,portio electissima. La realtà della Chiesa,invero,non si esaurisce nella sua struttura gerarchica,nella sua liturgia,nei suoi sacramenti,nei suoi ordinamenti giuridici. La sua intima essenza,la sorgente prima della sua efficacia santificatrice sono da ricercarsi nella sua intima unione con Cristo;unione che non possiamo pensare disgiunta da Colei che è la madre del Verbo Incarnato e che Gesù Cristo stesso ha voluto tanto intimamente a Sé unita per la nostra salvezza . La conoscenza della vera dottrina cattolica su Mariacostituirà sempre una chiave per l’esatta comprensione del mistero  di Cristo e della Chiesa”.

    Divisione del cap. VIII della Lumen Gentium
1. Proemio
                  n 52 la beata Vergine nel mistero di Cristo                                                                     
                  n 53 la beata Vergine nel mistero della Chiesa         
                  n 54 Le intenzioni del Concilio circa la dottrina e la pietà mariana   
                            
2. Funzione della beata Vergine nel piano della salvezza:                                                               
                 n 55 La Madre del Messia nell’AT                                                                                   
                 n 56 Maria nell’Annunciazione                                                                                         
                 n 57 Maria nell’Infanzia di Gesù                                                                                       
                 n 58 Maria nella vita pubblica di Gesù                                                                             
                 n 59 Maria dopo l’Ascensione di Gesù     
                                                                      
3. Funzione della beata Vergine Maria nella formazione della Chiesa:
            n 60 Maria ,serva del Signore redentore                                                                           
            n 61 Maria,intimamente associata alla vita di Cristo                                                        
            n 62 permanente funzione materna di Maria nel piano salvifico
            n 63 Maria,Vergine e Madre,figura della Chiesa  
            n 64Confronto tra la Chiesa e Maria
            n 65Maria modello di virtù per l Chiesa                                                                   

4. Il culto della beata Vergine Maria nella Chiesa:
                   n 66 Natura e fondamento del culto mariano                                                                     
                   n 67 Predicazione e culto mariano

5. Maria ,segno di sicura speranza e di consolazione per il peregrinante popolo di Dio:
                   n 68Maria,immagine escatologica della Chiesa
                   n 69Maria per un solo popolo sotto un solo Pastore.  

Breve sintesi del cap. VIII della Lumen Gentium
Giunto il tempo fissato da Dio per la realizzazione del mistero della salvezza, il Figlio discese dal cielo,prese carne umana per opera di Maria e dello Spirito Santo . Da Maria perché ricevessimo l’adozione a figli e fossimo salvati. Questo mistero di salvezza continua nella Chiesa di cui Cristo è capo ed in cui i fedeli uniti a Cristo devono venerare Maria gloriosa e sempre Vergine.

La Vergine Maria:
• accolse il  Verbo nel suo cuore e nel suo corpo,
• portò la vita  nel mondo,
• fu redenta in modo particolarissimo in vista dei meriti del Figlio suo,
• fu figlia prediletta del Padre,
• fu tempio dello Spirito Santo,
• Madre del Figlio,
• piena di grazia,
• madre della Chiesa.
L’A.T. parla di una donna:profeticamente adombrata:Vergine che concepirà,eccelsa figlia di Sion,,umile e povera di YHWH[Yahwe],nella quale si inaugura una nuova economia di  salvezza.
Il N.T. parla di Maria unita a Cristo,nella sua vita nascosta e pubblica.

  Maria nei confronti della Chiesa ha una funzione materna e una funzione di   esemplarità.

Funzione materna.
Sant’Agostino afferma che Maria è madre spirituale dei fedeli per la carità col la quale cooperò perché i fedeli nascessero nella Chiesa,accettando la divina maternità.

In ordine alla grazia la maternità di Maria:
• è terrena,perché cooperò all’opera del Salvatore
• è celeste,perché continua ad ottenere le grazie per la salvezza eterna.

Funzione esemplare.
Sempre sant’Agostino dice che Maria è figura della Chiesa in ordine :
• alla fede ,
• alla grazia,
• alla perfetta unione con Cristo.

La Chiesa:1. è madre perchè con il Battesimo rigenera a nuova vita ;2. è vergine perché custodisce la fede,la speranza e la carità.

Il culto di Maria.
La sua origine la troviamo nel Magnificat:tutte le generazioni ti chiameranno beata; è  superiore a quello dovuto ai santi e agli angeli ed è inferiore a quello dovuto a Dio .

La vera devozione :non consiste in uno sterile e passeggero sentimentalismo,in una vana credibilità frutto d’ignoranza,ma procede dalla vera fede,dalla quale siamo portati a conoscere la preminenza della madre di Dio e siamo spinti dall’amore filiale verso la Madre nostra.

Maria nell’insegnamento dei pontefici prima del Vaticano II

1. Martino V [nel Concilio lateranense, non ecumenico, del 649] definì la perpetua verginità della Madonna prima,durante e dopo il parto.(D. 503)
2. Pio IX,l’8 dicembre 1854 definì l’Immacolata Concezione di Maria, Ineffabilis Deus:
Per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo,dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra,pronunziamo,dichiariamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata,per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente,in previsione dei meriti di Gesù Cristo  Salvatore del genere umano,immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento e ciò deve,pertanto,essere oggetto di fede certo e immutabile per tutti i fedeli.

3. Pio XII,[Munificentissimus Deus]
Per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo e dei santi apostoli Pietro, Paolo e Nostra pronunziamo,dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’immacolata Madre di Dio e sempre Vergine Maria
terminato il corso della vita terrena,
fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
Lo scopo dell’Enciclica  è quello di ricercare il nesso interiore tra passato,presente e futuro per trovare la risposta all’attuale momento storico;interpretare i segni dei tempi alla luce della fede e dare indicazioni per il cammino da compiere.
La struttura dell’enciclica è caratterizzata da una vicinanza alla Sacra Scrittura in consonanza con il Concilio e dà prospettive nuove ed inattese.
La prima parte è dedicata a Maria  nel mistero di Cristo e tratta della figura biblica di Maria.
La seconda parte tratta del posto di Maria nel cammino della Chiesa.
La terza parte apre tutti gli elementi del passato al presente e al futuro e tratta della mediazione materna di Maria.

Tra la Genesi e l’Annunciazione il papa passa in rassegna
tutti i luoghi biblici che più esplicitamente si riferiscono a Maria.
• Nella prima parte vengono sottolineati gli episodi più significativi:l’Annunciazione,l’incontro di Maria con Elisabetta,Maria ai piedi della Croce .
L’annunciazione è vista come il primo atto della storia di una vocazione,quella di Maria;nel secondo episodio  si sottolinea la risposta di fede e di totale  apertura a Dio di Maria;nel terzo episodio si evidenzia la missione materna e corredentrice di Maria.

• Nella seconda parte,da Cana di Galilea al Calvario,si ripercorre il cammino di fede di Maria accanto al Figlio.

• Nella terza parte troviamo il legame tra Gn.3 e Ap. 12.


Maria nella Chiesa
Maria: 1. è stata un legame tra Gesù nascente e il popolo eletto ed è stata un legame tra  Gesù morente,morto e risorto e la nascita della Chiesa;2.è presente sul Calvario ed è presente nel Cenacolo,nell’attesa dello Spirito Santo .

Lo Spirito Santo: è presente nell’annunciazione e nasce Gesù;è presente nel Cenacolo e nasce la Chiesa.     

Maria nei Vangeli
1. Nel Vangelo di Giovanni .                                             
Maria alle nozze di Cana 2,1-5.
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.  Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse:"Non hanno più vino".  E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".
Maria ai piedi della croce 19,25-27:Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.  Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:"Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

2. Nel Vangelo di Marco 6,3.  Gesù , figlio di Maria:Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?. E si candalizzavano di lui.

3. Nel Vangelo di Matteo
Maria come sposa di Giuseppe 1,18-21.   Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.  Giuseppe suo sposo,che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.  Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".

4. Nel Vangelo di Luca :
1,26-38
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.  Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".  A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria,perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre  e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo".  Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.  Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:  nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.

1,46-56
Allora Maria disse:"L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio,  Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

5. Maria negli Atti degli Apostoli 1,14
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

I   DOGMI    MARIANI
1. La divina maternità

Il Concilio di Efeso nel 431
• condannò la dottrina di Nestorio il quale sosteneva che in Cristo vi sono due persone:umana e divina e che Maria è madre di Gesù uomo e non è madre di Dio;
• accettò e definì la dottrina di Cirillo,patriarca di Alessandria,il quale sosteneva che in Cristo vi è una sola persona e,perciò,Maria è Madre di Dio.
l Concili di Calcedonia del 451,il Concilio Costantinopolitano II del 553,il Concilio               III del 680/681. Ribadirono la divina maternità di Maria

2. La verginità di Maria
Il papa Martino V nel 649 definì la perpetua verginità della Madonna  prima,durante e dopo il parto.
3. L’immacolata Concezione
Il papa Pio IX  l’08.12.1854 definì l’Immacolata Concezione di Maria con queste parole:per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo,dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra,pronunziamo,dichiariamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata,per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente,in previsione dei meriti di Gesù Cristo  Salvatore del genere umano,immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento e ciò deve,pertanto,essere oggetto di fede certo e immutabile per tutti i fedeli.[Ineffabilis Deus]
4. L’assunzione al cielo.

Il papa Pio XII ,nel corso dell’anno santo del 1950, promulgò il dogma dell’assunzione di Maria  Vergine al Cielo con queste parole:per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo e dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra,pronunziamo,dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’immacolata Madre di Dio e sempre Vergine Maria,terminato il corso della vita terrena,fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.[Munificentissimus Deus]

Approfondimento
Maria,madre di Cristo,fu sempre vergine prima,durante e dopo il parto [Papa Martino V,1649].
È dogma di fede,dunque,che Maria è rimasta vergine Prima,durante e dopo il parto.



La verginità
La verginità non è un fatto puramente fisiologico,ma è una realtà umana e,come tale,spirituale e fisiologica insieme:è dedizione di tutto l’essere a Dio,amato con amore immediato.
Nella verginità dobbiamo vedere due elementi:
• l’elemento materiale:è l’integrità del corpo[ aspetto fisiologico della verginità];
• l’elemento formale e decisivo:è costituito dalla consacrazione dell’inviolabile mistero del corpo a Cristo
In definitiva,la verginità non significa semplicemente un corpo verginalmente intatto,ma un cuore verginalmente integro.
Nel suo significato pieno la verginità indica un cuore indiviso,un servizio indiviso,sacrificio offerto con sentimenti di consacrazione,attesa del Signore nell’ansia di rispondere ad un invito particolare di Cristo e di far proprio un particolare dono di grazia é [cfr.  Bernard Haring La legge di Cristo,Vol. III,pp. 240 ss].
La verginità della Madonna è connessa con l’integrità fisica [ assenza di concupiscenza ] e,perciò,è più profonda.

La verginità prima del parto
Con questa espressione si afferma che il concepimento di Gesù fu verginale,il che significa:
esclusione dell’opera dell’uomo supplita dalla potenza di Dio[riguarda l’aspetto biologico];
dedizione,apertura a Dio,il Verbo di Dio accettato con tutto l’essere;
sotto questo aspetto spirituale- religioso la verginità è fede ed amore:la maternità di Maria è fede e amore.

Nella Lumen gentium al n^ 53 il Concilio dice che Maria:all’annunzio dell’Angelo accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio.
Queste parole fanno eco alla dottrina spesso ripetuta dei Padri della Chiesa secondo i quali,alla luce del racconto evangelico dell’annunciazione,Maria concepisce spiritualmente il Verbo mediante la fede all’annuncio dell’Angelo prima che fisicamente mediante la maternità divina.

S. Agostino dice:ipsa beata Maria,quem credendo peperit,credendo concepit.[la stessa beata Maria concepì credendo,partorì credendo];Beatior Maria percipiendo fidem Christi quam concipiendo carnem Christi [Maria è più beata ricevendo la fede di Cristo che concependo la carne di Cristo].

Nella Lumen gentium al n^ 53 il Concilio spiega  come la maternità di Maria non è una funzione puramente fisiologica,ma è anzitutto frutto di conscia e libera accettazione da parte di Colei,che Dio aveva predestinato a tanto ufficio:volle poi il Padre delle misericordie che l’accettazione della predestinata precedesse l’incarnazione.

Al n^63 leggiamo:
poiché per la sua[di Maria]  obbedienza[Maria] generò sulla terra lo stesso figlio di Dio,senza contatto umano,ma adombrata dallo Spirito Santo,quale novella Eva,credendo non all’antico serpente,ma,senza alcuna esitazione al messaggero di Dio.

Si tratta dunque :non solo di verginità fisica,per cui senza contatto con uomo,ma adombrata dallo spirito santo,generò sulla terra lo stesso figlio di Dio,ma anche della verginità morale,consistente nella integrità della fede,della sua confidenza e del suo amore a Dio solo,al cui messaggio dà l’assenso della mente e della volontà.

La grandezza di Maria,quindi non deriva esclusivamente dalla sua funzione biologica,propria di ogni madre,[così aveva creduto la donna del Vangelo che gridò:beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte];ma dalla sua fede ed obbedienza alla parola di Dio[ beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica].

Maria,dunque:non è unicamente lo strumento fisico dell’Incarnazione,non è soltanto il luogo d’incontro del Creatore con la creatura[concezione questa dei Protestanti]ma è anche strumento morale,cosciente e libero,che partecipa all’ampiezza del mistero di cui Ella assicura in se stessa il compimento.

Alla domanda:è possibile che Maria concepisse Cristo in modo non verginale,rispondiamo:No.
Possiamo vedere la somma convenienza della verginità nella madre di Dio in quanto la verginità deve essere inclusa nella maternità proprio per rendere piena l’accettazione di Maria.

La verginità nel parto
La Chiesa insegna come verità di fede[e non come una pia convenienza]che Maria è rimasta vergine nello stesso parto.
Come intendere questo parto verginale?
È difficile determinare il contenuto concreto del parto verginale di Cristo;certo è che si tratta di un parto diverso da tutti gli altri,ma in che cosa consiste questa diversità è difficile determinarlo. Se la diversità consiste nell’assenza dei fenomeni fisiologici[dolore,rottura dell’imene,allargamento delle parti genitali…,fenomeni questi comuni ad ogni parto],si potrebbe cadere nel docetismo . Nel caso si può parlare di vera maternità,di parto veramente umano?
Se invece si dice che il parto verginale di Cristo ha avuto questi fenomeni fisiologici si può ancora parlare di parto verginale?
A questo interrogativo alcuni teologi rispondono di sì e sembra che,almeno in astratto,questo sì sia giustificato dal fatto che la verginità non è semplice integrità fisica,ma una realtà umana  e,quindi,spirituale e fisiologica insieme.
Quando si dice che la verginità è anche una realtà fisiologica cosa s’intende?
Il puro dato fisiologico dell’integrità? No! ,altrimenti si dovrebbe dire che una ragazza chi in seguito ad un intervento chirurgico  ha subito la rottura dell’imene non è più vergine.
Quello che si vuole intendere è l’esclusione del piacere sensuale, voluto dal soggetto,connesso con la realtà fisiologica,perciò,anche ammettendo la presenza dei fenomeni fisiologici,il parto di Maria resta verginale in quanto anche in esso Maria si è donata con tutto il suo essere a Dio,anzi si può dire che se il parto perfeziona  la maternità,in questo caso perfeziona anche la verginità,in quanto maternità e verginità sono connesse non solo di fatto,ma anche idealmente.

In conclusione possiamo dire:il parto di Maria è assolutamente un parto verginale;non possiamo dire che ci siano stati i fenomeni fisiologici comuni ad ogni parto;alcuni teologi oggi dicono che non è verità di fede che la verginità nel parto di Maria comporti necessariamente l’assenza dei fenomeni fisiologici propri del parto.
l’integrità fisica di Maria nel parto è verità di fede, resta aperto il problema di una più esatta definizione del contenuto  di questa integrità nel parto.

La verginità dopo il parto
Con ciò si vuol dire che Maria dopo la nascita di Gesù non ha avuto altri figli;non ha avuto mai rapporti sessuali.
Questa dottrina è verità di fede divina e cattolica.

La verginità di Maria nella Bibbia

1. Nell’A.T.

Isaia 7,14-17
Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.  Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene.  16Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re.  17Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Èfraim si staccò da Giuda: manderà il re di Assiria".

Tutti gli esegeti cattolici sono concordi nell’interpretare questo brano come una profezia del parto verginale di Maria.

Su che cosa si fondano?
Sulla citazione di Matteo 1,22-23:Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele.
Sul consenso unanime dei Padri.

NB
Il termine ebraico ‘almah propriamente indica giovane da marito.
Il termine tecnico ebraico per dire vergine è betulah,però bisogna convenire che già nel concetto di giovane da marito è incluso,di solito, anche il concetto di verginità,perciò è giusta la traduzione del termine ‘almah con il termine vergine preferita da esegeti antichi e moderni.
Comunque l’annunzio messianico è visto non tanto in forza del significato del vocabolo ebraico,quanto piuttosto in forza di tutto il contesto[ chiedi per te un segno dal Signore,tuo Dio,nel profondo degli inferi o nell’alto dei cieli [v. 11]  .
Il segno è che la vergine concepirà e partorirà….
Se si trattasse di una giovane da marito che concepisce secondo le normali leggi della natura,dove sarebbe la prodigiosità del segno?

Nel N.T.
Matteo 1,18-25
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.  Giuseppe suo sposo,che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.  Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele,che significa Dio con noi  Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,  25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Luca 1,26-35
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,  ad  una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Cosa significa vergine promessa sposa?
• Secondo l’opinione tradizionale e quasi comune Maria era già fidanzata con Giuseppe[il fidanzamento,dal punto di vista giuridico era un vero matrimonio;la sposa però rimaneva,dopo il fidanzamento,per circa un anno ancora nella casa paterna. Durante questo periodo era prassi comune ed ideale che non si avessero rapporti sessuali tra fidanzati,tuttavia qualora nasceva un figlio in questo periodo era considerato legittimo].
• Secondo altri Maria stava già in casa di Giuseppe.
Costoro preferiscono questa  ipotetica situazione per salvare di più l’onore di Maria e del figlio. Questa seconda  ipotesi  sembra doversi escludere perché Matteo dice:prima che essi iniziassero a vivere insieme[antequam convenirent ],si trovò che lei aveva concepito per opera dello Spirito Santo.

Cosa significa l’espressione :come è possibile questo,poiché non conosco uomo?
L’unica ipotesi che si può sostenere è questa:l’espressione esprime la decisione,la volontà ferma di Maria di rimanere vergine:non solo non conosco al momento,ma non ho intenzione di conoscere uomo,ho intenzione di rimanere vergine. Diversamente questa domanda che Maria fa all’angelo non avrebbe senso: l’angelo,infatti,parla in generale: concepirai,partorirai,non determina il tempo,non dice:ora…

Già prima dell’annunciazione,perciò,Maria è ferma nella decisione di rimanere vergine.
Per quanto riguarda Giuseppe: l’interpretazione più comune ed anche più semplice e più accettabile ritiene che anch’egli aveva abbracciato la verginità di comune accordo con Maria,prima ancora dell’annunciazione. Notiamo che questo non è impossibile se si tiene conto che già presso gli Esseni  c’erano uomini che praticavano il celibato
Dal Diario di una ragazza madre vietnamitaLa vita è un dono,un impegno,un viaggio. Ognuno di noi si ricarica di fiducia pensando alla madre. Anche Gesù lungo il viaggio del Calvario incontrò la madre  e trasse conforto da quell’incontro:si guardarono,si compresero come mamma e figlio si comprendono,quando il mondo attorno è loro nemico. Ero sola quando fui assalita dai pirati del mare. Si  fuggiva su una imbarcazione straniera in mare aperto .Ero sola quando fui violentata:avevo 14 anni,i miei genitori furono uccisi insieme ad altri profughi. Fui violentata e non avevo più la madre che mi consolasse,e non avevo neppure Te:non ti conoscevo .Poi le suore mi hanno parlato di Te,che sei madre di tutti e specialmente di coloro che soffrono. Se non avessi avuto il tuo amore mi sarei ammazzata.  Perchè vivere? Ma le tue parole,che una giovane suora mi disse una sera:”avvenga di me secondo la Tua parola”,mi hanno fatto meditare di giorno e di notte,quando ero sola con mio figlio:un figlio senza padre. Gli occhi della gente mi guardavano sospettosi,ma vedevo Te in una capanna,che cantavi la ninna-nanna al Tuo figlio e mi sostenevo .E vincemmo insieme. Salvammo una vita. E incoraggiammo le altre madri a non tradire la maternità.

Gesù e Maria nel Corano

Introduzione.
1. L’Arabia al tempo di Maometto
All’opulenza economica della Mecca faceva da stridente contrasto un’ampia frangia di beduini nomadi,che popolavano l’Arabia di una miriade di piccole tribù sempre affamate,sempre alla ricerca di una modesta razzia,sempre in lotta tra di loro.
Unico legame era quello del sangue che proteggeva i membri di una stessa famiglia,ponendole però alla mercè di tutte le altre famiglie. Il deserto,le carestie,le faide e in generale l’asprezza della vita avevano reso estremamente duri i costumi e le consuetudini:in periodo di fame il capofamiglia poteva seppellire vive le figlie per liberarsi da bocche superflue;poteva sposare un numero illimitato di mogli,scacciandole quando non gli servivano più o diventavano vecchie,senza dover loro alcun indennizzo. La predicazione di Maometto andava contro questo stato di cose e,naturalmente si ebbe subito l’opposizione dei ricchi mercanti e di quanti speculavano sui numerosi idoli. In circa vent’anni di fervido e illuminato lavoro fra le avversità pi intollerabili e  opposizioni più accanite,Maometto seppe portare a termine il compito divino che gli era stato affidato.
Alla sua morte gli arabi non uccidevano più le figlie,potevano sposare solo quattro mogli e in caso di divorzio dovevano dare loro una parte del patrimonio,avevano abbattuto tutti gli idoli e non elevavano nemmeno al Dio unico ed universale alcun simulacro. Ma soprattutto,e questo è veramente un miracolo,Maometto seppe fare di una massa divisa in numerosissime tribù nemiche un solo popolo unito da un genuino vincolo fraterno,pronto in ogni suo membro al sacrificio per il vicino e alla morte per il trionfo dell’Islam. Con questa nuova fede gli arabi conquistarono alla parola di Maometto vari continenti. Grandi imperi,ricchi,organizzati,potenti secolari nella loro civiltà,come quello persiano e quello bizantino,caddero di fronte all’impero di questo popolo,che prima della predicazione di Maometto non aveva alcun peso politico e militare. [Hussein Mutahar]

2. Muhammad,Maometto. [Il Lodato].
Nato a La Mecca  forse nel 571 e morto a Medina nel 632 , definisce se stesso:sigillo dei profeti  . Scelto da Allah per confermare le rivelazioni  precedenti,non per abolire ed innovare.   Apparteneva alla nobile famiglia decaduta di Hashim.  Il padre morì prima della su nascita, la madre quando aveva sei anni e venne cresciuto prima dal nonno  Abd-al-Muttalib e poi dallo zio ABu Talib,che all’età di 12 anni gli fece fare la prima esperienza del carovaniere portandolo con sé.  Fece il pastore e poi il cammelliere al servizio di Khadija,una ricca vedova, che sposò quando aveva circa   25 anni;lei era più attempata.  Khadija  morì nel 619  e gli diede almeno 5 figli . La prima rivelazione ,con la quale ebbe inizio l’ attività profetica di Maometto mentre era raccolto in meditazione in una caverna del monte Hira ,presso La Mecca,la si data nel 609 . Le rivelazioni sarebbero giunte a Maometto direttamente da Allah ,tramite l’arcangelo Gabriele. Il messaggio  centrale della predicazione di Maometto era quello dell’abbandono dell’idolatria praticata nella forma più chiassosa e redditizia  nel santuario della Ka’ba alla  Mecca e  l’adesione piena al monoteismo  e all’Islam. Nel 622,con alcuni seguaci,si trasferì a  Yatrhib,che venne chiamata Madinat-al-Nabi,cioè la città del profeta e,di qui,Medina.
Da questa data della separazione o migrazione[higra o egira] ha inizio l’era musulmana.
Il prestigio di Maometto crebbe a dismisura nel 627  quando rintuzzò l’assedio che l’esercito degli Ebrei della Mecca avevano posto  a Medina. La comunità ebraica della Mecca accusava Maometto di scarsa conoscenza delle Scritture. Maometto,di rimando, accusava gli Ebrei di aver manomesso,alterandoli,i testi sacri. Dopo la tregua del 628, ai musulmani fu permesso di recarsi in pellegrinaggio alla  Mecca.  Nel 630 i meccani ruppero la tregua ,ma  Maometto,conquistata La Mecca ,distrusse gli idoli conservati  nella Ka’ba e fece ritorno a  Medina. Nel 632 Maometto fece il pellegrinaggio alla Mecca ,che fu chiamato il pellegrinaggio dell’addio. Tornato a Medina si ammalò e morì. Fu sepolto a Medina .  È dovere religioso di ogni musulmano andare in pellegrinaggio alla tomba del profeta almeno una volta in vita. La sua[ di Maometto] personalità e la sua azione religiosa e politica,che per i musulmani costituisce altissimo modello di vita,è stata interpretata, in Occidente ,in modi molto vari. Il Medioevo sia bizantino sia latino fece di Maometto un cosciente impostore e un turpe profittatore  e vide nelle sue manifestazioni estatiche un semplice caso di epilessia;analoghi atteggiamenti sopravvivono ancora nel giudizio comune sul fondatore dell’Islamismo. Tuttavia la moderna ricerca tende a mettere in luce la fondamentale sincerità e profondità della sua ispirazione religiosa. La sua psicologia può apparire contraddittoria:in lui coesistevano la mentalità del mistico e quella dell’abile e astuto uomo d’affari;energico uomo politico,esperto nella condotta della guerra,era talvolta terribile nella sua collera,spietato coi nemici;più spesso dava prova di straordinaria adattabilità alle circostanze;di estrema generosità,di profonda umanità.[…]
Comunque la sua figura va valutata più serenamente negli imponenti risultati e nella durata della sua opera e della sua riforma religiosa.

3. Il Corano
La parola Corano[al-Qur’an]significa la recitazione perché nei primi tempi veniva tramandato oralmente. Sarebbe stato trasmesso dall’angelo Gabriele a Maometto in varie rivelazioni durate circa vent’anni,come parola increata di Dio. Una prima stesura scritta fu fatta dallo scriba Zay bn Thabiter per  ordine del califfo ‘Abu Barkr,successore di Maometto. Questo testo fu revisionato da una commissione di esperti sotto il califfo ‘Utman ibn Affan,terzo successore di Maometto e venne fuori il testo integrale e definitivo.
È il libro sacro dei Musulmani  diviso in 114 sure o capitoli ,in prosa rimata, disposti non in ordine cronologico relativo ai periodi delle rispettive rivelazioni, bensì in ordine  decrescente in base alla lunghezza delle sure,fatta eccezione della prima, denominata  Al-Fatiha=l’Aprente ,che  si compone di soli 7 versetti[ayat] e 6236 versetti. È l’unica sura redatta sotto forma di preghiera e  nella recitazione si aggiunge  Amin, cosa questa che non si fa in nessun’altra sura. È  nota anche come  i sette ripetuti,in riferimento al fatto che i suoi sette versetti sono ripetuti nella preghiera rituale.

• Tutte le sure,ad eccezione della IX,iniziano con la seguente invocazione  detta Basmala:In nome di Allah,il Compassionevole,il Misericordioso.
• La lunghezza delle sure varia da un massimo di 286 versetti,la II detta La Giovenca, ad un minimo di 3,la CX detta L’Ausilio .
• La CXIV,detta Gli Uomini ha 6 versetti.

Nel suo insieme il Corano è sostanzialmente opera di Maometto,anche se così come ci è pervenuto non è stato scritto da Maometto.  Egli avrebbe trasmesso  le varie rivelazioni oralmente, le quali  sarebbero state trascritte dai suoi discepoli e raccolte in un libro dopo la sua morte. La  composizione del Corano,perciò, si pone nei 23 anni che vanno dalla prima rivelazione nel 609,alla morte del profeta 632.

Secondo l’argomento le sure sono divise in diverse categorie:
• leggi e precetti - parte giuridica normativa-,soprattutto le sure del periodo medinese,622-630;
• storie e racconti [a tinta leggendaria],narrano le vicende degli inviati di Allah che hanno preceduto Maometto;il rifiuto  da parte dei loro popoli e il sostegno di Allah che non venne mai a mancare loro;
• esortazioni e preghiere [sono la parte più bella]:esortazione al monoteismo,alla penitenza,alla vigilanza..

Il Corano è il primo grande libro della letteratura musulmana, è il libro più recitato e appreso a memoria nelle moschee e nelle scuole coraniche.

Per i musulmani il Corano è la riproduzione parziale del Corano originario,custodito nei cieli,che è eterno ed  increato e non può essere paragonato ad una scrittura umana.
• La lingua canonica è  l’ arabo classico .
• Del Corano  non è ammesso lo studio storico critico.

4. Maometto il conquistatore
Nel settembre dell’anno 622 un piccolo capo religioso arabo sui cinquant’anni,nato alla Mecca[nell’attuale Arabia Saudita],fugge dalla città natale con alcuni amici e si rifugia in un modesto centro di piatta pianura chiamato Yathrib.  Proprio a causa di quella fuga Yathrib cambierà poi nome,diventando Medina;o,più precisamente al- Madinat-an-nabi[ la città del profeta]. Da questo settembre 622 prende inizio qualcosa che sconvolgerà l’Europa,l’Africa del nord e l’Oriente. Ma in Europa,in quel momento,nessuno si accorge di questi nuovi fatti. L‘Inghilterra è un insieme di sette regni anglosassoni  e non può più chiamarsi Britannia,perché i Bretoni sono stati respinti sulle montagne del Galles e della Cornovaglia o addirittura oltre la Manica. In Germania si sono costituite grezze forme statali nei territori dei Turingi,Alamanni,Bavari,Sassoni  e più o meno tutti sono minacciati dall’espansionismo  dei Franchi che hanno già trasformato la vecchia Gallia in Francia,governata dai discendenti rissosi di Clodoveo. In Spagna regnano i sovrani visigoti. L’Italia,infine,è divisa fra i Longobardi,arrivati nel 68 con Alboino e l’impero d’Oriente. Il regno longobardo con capitale Pavia  al momento governato da una vedova di origine bavarese,Teodolinda,moglie successiva dei re Autari e Agilulfo ,e cattolica,mentre gran parte del suo popolo è ancora ariana. I possessi bizantini fanno capo a Ravenna,dove risiede l’esarca,il governatore. Il governo di Costantinopoli considera Roma come proprio territorio e si inserisce di continuo nelle elezioni dei papi. L’Urbe è una desolazione:poche decine di migliaia di abitanti,capre e maiali al pascolo dappertutto;e,in più,un terremoto del 618 che ha aggiunto rovine a rovine,seguito da un’epidemia di lebbra[probabilmente una forma acuta di scabbia]che rendeva irriconoscibili i morti.

Gesù e Maria nel Corano

Il Concilio Ecumenico Vaticano II riconosce la posizione particolare riservata a Gesù e Maria nel Corano con queste parole:la Chiesa guarda con stima anche  i Musulmani che adorano l’unico Dio vivente e sussistente,misericordioso e onnipotente,Creatore del cielo e della terra,che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti come si sottomesso anche Abramo a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio,lo venerano tuttavia come profeta;essi onorano la sua madre Vergine,Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il tempo del giudizio quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure essi hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera,le elemosine e il digiuno. Se,nel corso dei secoli,non pochi dissensi e inimicizie sono sorti tra cristiani e musulmani,il Sacrosanto Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e ad esercitare sinceramente la mutua comprensione,nonché a difendere e promuovere insieme,per tutti gli uomini,la giustizia sociale,i valori morali,la pace e la libertà .



Punti di convergenza
Un solo creatore misericordioso,benigno,che ama e perdona;tra tutte le creature l’uomo,dotato di ragione,è il solo in grado di distinguere il bene dal male e,quindi,è responsabile delle proprie azioni; Dio non abbandona mai l’uomo;la fede nell’inferno,nel paradiso,negli angeli,nel demonio,nel giudizio finale,nella risurrezione.

Punti di divergenza
La fede cristiana si caratterizza per il mistero della Trinità :Padre,Figlio e Spirito Santo.
La fede musulmana nega la Trinità come lesiva del monoteismo,e la configura come un triteismo. La rivelazione è il messaggio inviato da Dio altissimo a sua maestà Maometto,che in stato di estasi esprimeva la parola di Allah raccolta nel Corano.

Gesù  e Maria nel Corano hanno una posizione del tutto particolare ed assolutamente eccezionale.
Nel  Corano,come in tutta la letteratura islamica Gesù Cristo è conosciuto con il nome di ‘Isa,la cui etimologia non è nota. Questo nome nel Corano lo troviamo 25 volte come nome proprio e 8 volte accompagnato all’aggettivo al masih,che significa unto o anche pellegrino  e sempre,o quasi,è unito ‘Ibn Maryam, che significa Figlio di Maria.

I versetti del Corano che riguardano  la Vergine Maria e il figlio Gesù sono  in tutto 96:
• 34  riguardano la Vergine Maria,
• 25  fanno menzione di Gesù,
• 11  parlano del Messia,
• 12 menzionano il NT
• 14  menzionano  i cristiani [nazareni].

I versetti che citano di più la Vergine Matria e il figlio Gesù sono quelli meccani e se ne comprende anche il perché: essi sono di natura dottrinale,mentre i medinesi sono di natura giuridico- amministrativa.

La Sura XIX è detta Maryam=Maria.  Al v. 16 recita:Ricorda Maria nel Libro ;I versetti 2-11  raccontano la misericordia di Allah verso il suo servo Zaccaria.

Zaccaria,ormai stanco e vecchio,invoca in segreto il Signore ,perché gli dia un figlio nonostante sua moglie sia sterile,che possa continuare il corretto culto di Allah.
La sua preghiera viene esaudita: O Zaccaria,ti diamo la lieta novella di un figlio: Il suo nome sarà Giovanni. v 7.

I versetti 12-14 parlano di Giovanni definito:saggio,tenero e purificato.
Di Zaccaria e di Giovanni parlano anche i versetti 89-90  della Sura XXI detta I Profeti:eZaccaria si rivolse al suo Signore:non lasciarmi solo,Signore,Tu sei il migliore degli eredi  v 89,Lo esaudimmo e gli demmo Giovanni e sanammo la sua sposa  v 90

I versetti 17- 33 parlano di Maria:

17. Le [a Maria]  inviammo il Nostro Spirito- ]l’angelo Gabriele],      che assunse le sembianze di un uomo perfetto.
18.Disse [Maria] :mi rifugio contro di te presso il Compassionevole,se sei [di Lui] timorato .
19. Rispose ]Gabriele]:non sono altro che un messaggero del tuo Signore,per darti un figlio puro.
20. Disse [Maria]:come potrei avere un figlio, chè mai un uomo mi ha toccata       e non sono certo una libertina?
21.Rispose[Gabriele]:è  così. Il tuo Signore ha detto:ciò è facile per me[…].      Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte nostra. È cosa stabilita.
22. Lo concepì e,in quello stato,si ritirò in un luogo lontano.
23.I dolori del parto  la condussero presso il tronco di una palma.      Diceva:Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata.
24. Fu chiamata da sotto :non ti affliggere,chè certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi;
25. scuoti  il tronco della palma[si tratta del tronco di una palma secca]:lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi.
26. Mangia,bevi e rinfrancati[piena soddisfazione psicologica e spirituale]: Se poi incontrerai qualcuno,di’:ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno.
27. Tornò dai suoi portando [il bambino ]:Dissero:O Maria,ha commesso un abominio.
28. O sorella di Aronne[appartenente alla discendenza di Aronne],tuo padre non era un empio né tua madre una libertina.
29. Maria indicò loro [il bambino ]: Dissero:come potremmo parlare con un infante nella culla?
30. [Ma Gesù] disse:in verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la scrittura e ha fatto di me un profeta.
31. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l’orazione e la decima  finchè avrò vita,
32 .e la bontà verso colei che mi ha generato: Non mi ha fatto né violento né miserabile.
33. Pace su di me il giorno in cui sono nato,il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò risuscitato a nuova vita.
34. Questo è Gesù,figlio di Maria,parola di verità della quale essi dubitano.

Sintesi:
• Gesù è uno dei due profeti nati senza padre,l’altro è Adamo.
• La sua nascita è dovuta alla volontà di Dio,che invia l’arcangelo Gabriele come Spirito Santo, che trasmette a Maria il soffio divino e nasce Gesù come una prova e un atto di misericordia di Dio.
• Gesù è parola di Dio,ma non è Dio né figlio di Dio .
La parola non può essere identificata con la sua fonte: Gesù è la parola di Allah,ma non può essere identificato con Allah, né può essere figlio di Allh:non si addice ad Allah prendersi un figlio. [v 35].
Nella Sura XLIII,l’Ornamento nei versetti 57-66 viene espressamente indicato il posto diGesù.
57  Quando viene proposto l’esempio del figlio di Maria,il tuo popolo lo rifiuta.
58 dicendo:i nostri dei non sono forse migliori di lui?. Ti fanno questo esempio solo per amore di polemica,chè sono un popolo litigioso.
59 Egli non era altro che un Servo,che Noi abbiamo colmato di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per i figli di Israele.
60 se volessimo,trarremmo angeli da voi ed essi vi sostituirebbero sulla terra.
Egli [Gesù ] è un annuncio dell’Ora . Non dubitatene e seguitemi,questa è la retta via.
62 Non ve ne distolga Satana,egli è il vostro dichiarato nemico.
63 Quando Gesù venne, con prove evidenti disse:Sono venuto a voi con la saggezza  e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete . Temete Allah e obbeditemi.
64 In verità Allah è il mio e vostro Signore. Adoratelo allora. Ecco la retta via.
65 Ma le loro fazioni furono tra loro discordi . Guai agli ingiusti per via del castigo di un Giorno doloroso66Aspettano altro che l’Ora? Verrà all’improvviso,senza che se ne avvedano.
67 In quel giorno gli amici saranno nemici gli uni degli altri,eccetto i timorati

Gesù ha la conoscenza del giorno del giudizio finale. Egli dispone della saggezza e verrà prima del Giudizio finale per farne partecipi le genti,il che significa che salverà l’umanità. Questa credenza del ritorno di Gesù è ancora abbastanza diffusa anche nell’Islam..

Nei versetti medinesi.

Sura II, La giovenca
62 In verità coloro che credono,siano essi giudei,nazareni [cristiani]o sabei ,quelli cioè che credono in Allah e nell’Ultimo giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
87 Abbiamo dato il libro a Mosè,e dopo di lui abbiamo inviato altri messaggeri. E abbiamo dato a Gesù ,figlio di Maria,prove evidenti e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito di Santità.
Il v 253 stabilisce una gerarchia tra i profeti e mette al primo posto Gesù:
tra i messaggeri a taluni abbiamo dato eccellenza sugli altri. A qualcuno Allah ha parlato,e altri li ha elevati a gradi superiori. A Gesù,figlio di Maria,abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito di Santità.
Nella Sura III,La famiglia di Imran

Nei i versetti 33-67 si parla diffusamente di Gesù e di Maria. Il loro contenuto può essere così sintetizzato:Dio accoglie la fanciulla,la fa crescere molto bene e l’affida a Zaccaria. Purificata da Dio,Maria riceve il suo nutrimento da Dio che dona,senza limiti,il suo sostentamento a chi vuole. Nessuna madre di profeta è venerata nel Corano come Maria.

I  Miracoli

Nella linea dei profeti Gesù compie anche i miracoli :
• parla alla madre sotto una palma subito dopo la nascita;
• parla agli adulti dalla culla;
• con l’argilla crea figure di uccelli vivi;
• guarisce il cieco nato e il lebbroso;
• risuscita i morti;
• dice ciò che si mangia e ciò che si conserva nelle case;
• fa discendere dal cielo una mensa imbandita per gli apostoli.

La predicazione di Gesù nel Corano.

La predicazione di Gesù nel Corano è molto semplice e si può sintetizzare nei seguenti punti:
• amare Dio,temerlo e ubbidirgli;
• credere alle parole del Vangelo,che è parola di Gesù che gli è stata rivelata da Dio,mentre il Corano è  l’incarnazione di Dio fatto libro alla Mecca alla stregua del Verbo che si è fatto carne a Betlemme.

Titoli onorifici riconosciuti a Gesù nel Corano.

Nabi[profeta];Rasul [inviato];servo di Dio;purissimo; annoverato tra i santi;uno dei più vicini a Dio;parola venuta da Dio;verbo che depose in Maria,la quale venne purificata;parola di verità;spirito da lui esalato.

Cristologia coranica
• L’angelo che appare a Maria la rende incinta insufflando in lei lo spirito di Dio ;
• Gesù viene annunciato a Maria:le sarà dato un fanciullo purissimo;Dio farà di lui un servo per gli uomini;
• come atto della clemenza di Dio viene concepito da Maria senza partecipazione di uomo,perchè Dio crea chi egli vuole;
• Dio consegna a Gesù le scritture che sono : la Torah[Antico Testamento]  e lo Ingil[Vangelo].

Il Corano non riconosce Gesù né come Dio,né come figlio di Dio, nè come Signore,ma come servo.





Impariamo a conoscere Maria [Brevi catechesi per il Mese di Maggio]

Primo giorno

Il mese di Maggio nell’antica Roma era dedicato alla dea Maia,da cui prende il nome.
Per quanto riguarda la nostra devozione a Maria nel mese di Maggio possiamo fissare le seguenti tappe:già nel Medioevo a Mantova e a Parigi troviamo dedicati alla Vergine Maria i primi giorni del mese di Maggio.
San Filippo Neri[Firenze 1515-  Roma 1595] durante tutto il mese di Maggio radunava gruppi di giovani attorno ad una immagine della Madonna.
Nella forma attuale la pratica del mese di Maggio  si deve al gesuita Annibale Aloisi,che nel 1726 scrisse un opuscolo dal titolo:il mese di Maria ovverosia Il mese di Maggio consegrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù.
Dal 1786 la devozione a Maria nel mese di Maggio incominciò ad essere una pratica diffusa nelle varie diocesi italiane.

Il culto di Maria:
• trova la sua origine nel Magnificat:Tutte le generazioni mi chiameranno beata;
• è superiore al culto riservato agli angeli e ai santi;
• è inferiore al culto dovuto a Dio.

La devozione è un atto di amore e di rispetto,che ci porta non solo ad onorare,ma anche ad imitare la Vergine,gli Angeli e i Santi. La vera devozione non consiste in uno sterile e passeggero sentimentalismo,né è una vana credulità frutto dell’ignoranza,ma procede dalla vera fede che ci fa conoscere la singolare grandezza della Madre di Dio, ci spinge all’amore filiale verso di Lei e ci invita ad imitarne le virtù della Fede,della Speranza e della Carità.

Secondo giorno

Giunto il tempo fissato da Dio per la realizzazione del mistero della salvezza,il Figlio discese dal cielo,prese carne umana per opera di Maria e dello Spirito Santo . Da Maria perché ricevessimo l’adozione a figli e fossimo salvati. Questo mistero di salvezza continua nella Chiesa di cui Cristo è capo ed in cui i fedeli uniti a Cristo devono venerare Maria gloriosa e sempre Vergine. La Vergine Maria:accolse il  Verbo nel suo cuore e nel suo corpo,portò la vita  nel mondo,fu redenta in modo particolarissimo in vista dei meriti del Figlio suo,fu figlia prediletta del Padre,fu tempio dello Spirito Santo,Madre del Figlio, piena di grazia,madre della Chiesa.

L’A.T. parla di una donna profeticamente adombrata:vergine che concepirà,eccelsa figlia di Sion,umile e povera di Yahwe,nella quale si inaugura una nuova economia di  salvezza.

Il N.T. parla di Maria unita a Cristo,nella sua vita nascosta e pubblica.

  Maria nei confronti della Chiesa ha una funzione materna e una funzione di   esemplarità.
La funzione materna viene da Sant’Agostino  così espressa: Maria è madre spirituale dei fedeli per la carità con la quale cooperò perché i fedeli nascessero nella Chiesa,accettando la divina maternità.
In ordine alla grazia la maternità di Maria:è terrena,perché cooperò all’opera del Salvatore ed è celeste,perché continua ad ottenere le grazie per la salvezza eterna.
Sempre sant’Agostino  esprime la funzione esemplare di Maria   con queste parole: Maria è figura della Chiesa in ordine alla fede ,alla grazia,alla perfetta unione con Cristo .

Terzo giorno

Ascoltiamo,oggi, le Parole del grande pontefice Paolo VI nel discorso di chiusura della 3^ Sessione del Concilio[21.11.1964], con le quali manifestava il suo compiacimento per la presentazione che il Concilio aveva fatto  di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa:ciò- dice il papa - corrisponde allo scopo che si è prefissato questo Concilio di manifestare il volto della santa Chiesa,alla quale Maria è intimamente congiunta e della quale,come è stato egregiamente affermato,essa è portio maxima,portio precipua,portio electissima.
La realtà della Chiesa,invero,non si esaurisce nella sua struttura gerarchica,nella sua liturgia,nei suoi sacramenti,nei suoi ordinamenti giuridici.
La sua intima essenza,la sorgente prima della sua efficacia santificatrice  sono da ricercarsi nella sua intima unione con Cristo;unione che non possiamo pensare disgiunta da Colei che è la madre del Verbo Incarnato e che Gesù Cristo stesso ha voluto tanto intimamente a Sé unita per la nostra salvezza.
La conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituirà sempre una chiave per l’esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa.

Perciò ,se non conosciamo Maria,non possiamo conoscere pienamente né Cristo né la Chiesa;se non amiamo Maria,non possiamo amare pienamente né Cristo né la Chiesa;se non imitiamo Maria non possiamo vivere pienamente la nostra funzione di membra vive del corpo di Cristo che è la Chiesa.

Quarto giorno

Oggi ascoltiamo cosa il quarto evangelista, Giovanni,dice di Maria.
Egli  fa due riferimenti:Maria alle nozze di Cana e Maria ai piedi della croce.                                       

1. Maria alle nozze di Cana[ 2,1-5].
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.  Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse:"Non hanno più vino".  E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".
In un’atmosfera di festa,di allegria,di spensieratezza,solo Maria si accorge della difficoltà in cui vengono a trovarsi gli sposi,esposti a fare una brutta figura,perché è venuto a mancare il vino. Maria c’insegna due cose:ad essere attenti a ciò che accade intorno a noi:nelle nostre famiglie,nella nostra comunità e  a non voltare la faccia altrove,ma a venire incontro,come meglio possiamo,alle necessità degli altri; ci insegna,inoltre,ad affidarci sempre con fiducia alla volontà di Dio.

2. Maria ai piedi della croce [19,25-27].

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.  Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:"Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Prima di morire Gesù affida Giovanni alla Madre  e,nel tempo stesso, affida la Madre a Giovanni. Nella persona di Giovanni c’è tutta l’umanità. Perciò noi tutti siamo affidati a Maria come figli e dobbiamo accoglierla come la più tenera tra le madri.

Quinto giorno

Oggi  ascoltiamo gli  evangelisti Marco e Matteo .
Marco ci presenta  Gesù , figlio di Maria[6,3]:Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?. E si scandalizzavano di lui.

Ci troviamo nella sinagoga di Nazaret in un giorno di Sabato. Gesù parla e gli ascoltatori prima si stupiscono e poi si scandalizzano per la sapienza delle sue parole e per i prodigi che compie. Perché si scandalizzano? Perché non è possibile che il figlio di un oscuro carpentiere,di una donna del paese,che ai loro occhi appare come tutte le altre,possa avere tanta sapienza nel parlare e tanta potenza nell’agire.

Matteo ci presenta Maria sposa di Giuseppe[1,18-21]:  Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.  Giuseppe suo sposo,che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.  Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Qui Matteo ci svela la vera natura del figlio di Maria.
Egli non è soltanto il discendente di Davide,ma è anche il figlio di Dio in maniera unica ed assoluta,fatto uomo attraverso Maria:quel che è generato in lei è opera dello Spirito Santo.

Sesto giorno

Dall’evangelista   Luca  oggi ascoltiamo il racconto dell’Annunciazione[1,26-38].
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,   una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.  Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".  A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria,perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre  e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo".  Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.  Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:  nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.

Maria viene salutata dall’Angelo e nel saluto c’è l’invito a gioire,perché attraverso di lei sta per compiersi la promessa di Dio. Le parole dell’Angelo la turbano,perché non le comprende. E come avrebbe potuto? La risposta dell’Angelo non la rassicura e perciò chiede:come è possibile che io diventi la madre del Messia dal momento che ho deciso di rimanere vergine? La seconda risposta dell’angelo la tranquillizza:ciò che avverrà in lei non è per opera di uomo,ma per la potenza creatrice di Dio. A questo punto arriva la risposa di fede e di sottomissione di Maria: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto".

Settimo giorno

Sempre dall’evangelista Luca leggiamo l’incontro di Maria con Elisabetta[1,39-56].
Il passo lo dividiamo in due parti:l’incontro tra due madri:Maria ed Elisabetta e il Magnificat di Maria. Oggi ci fermiamo sulla prima parte,domani sulla seconda.
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria,salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria,il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:”Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco,appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi,il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.
Maria si preoccupa di andare ad aiutare l’anziana parente che nella sua vecchiaia aspetta un bambino:è un gesto di carità. Elisabetta esulta di gioia nel vedere Maria,perché,illuminata dallo Spirito  Santo,comprende di trovarsi dinanzi alla madre del Messia,che nel Salmo 110 è detto mio Signore. Maria è benedetta,cioè prediletta da Dio più di tutte le donne ed è beata perché ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. È ,questa, la prima beatitudine del Vangelo legata alla fede e lo sarà anche l’ultima:Gesù dice a Tommaso:perchè mi hai veduto hai creduto,beati quelli che pur non avendo visto,crederanno[Gv 20,29].

Ottavo giorno

Fermiamo oggi la nostra attenzione sui sentimenti che Maria esprime nel Magnificat,ispirandosi all’Antico Testamento.
Allora Maria disse:"L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio[…]  Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua .

Maria esalta e glorifica Dio per le meraviglie che ha operato in lei ed esulta di gioia per la salvezza che ha iniziato in lei,perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
L’umiltà di Maria si manifesta nel riconoscersi povera dinanzi a Dio,bisognosa di Dio,totalmente pronta ad accogliere nella sua vita i prodigi che Dio opera in Lei e per i quali le generazioni la chiameranno beata. Il modo di salvare di Dio viene  così espresso :mette da parte gli arroganti insieme ai loro disegni;rovescia i potenti della terra e innalza i deboli;si prende cura di quelli che hanno fame e rende poveri coloro che confidano nelle proprie ricchezze e pensano,così,di non aver bisogno di Dio.

Nono giorno

Maria negli Atti degli Apostoli [1,12-14].
È ancora l’evangelista Luca che nella sua seconda opera detta Atti degli Apostoli o anche Vangelo dello Spirito Santo e della Chiesa,che ci presenta Maria insieme agli apostoli subito dopo l’ascensione di  Gesù  al cielo.
Allora tornarono a Gerusalemme  dal monte degli ulivi,che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino per un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni,Giacomo e Andrea,Filippo e Tommaso,Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
Cerchiamo anche noi di essere sempre uniti a Maria:uniti nella preghiera e nella vita,uniti nella fede,nella speranza e nella carità;uniti nei momenti di gioia e in quelli della sofferenza.

Decimo giorno

Maria è l’opera più bella,più grande,più fruttifera della divina sapienza,bontà e misericordia. Nel libro dell’Ecclesiastico[25,5-32] si fa l’elogio della sapienza di Dio,che si manifesta nella creazione e ,ancor più,nella Legge mosaica:Io uscii dalla bocca dell’Altissimo,primogenita avanti ad ogni creatura[…] Chi mi ascolta non avrà da arrossire e quelli che operano servendosi di me,non peccheranno.
Questo passo lo troviamo nella liturgia della Parola delle Messe mariane e,quindi,viene riferito alla Madonna,il poeta canta così:ovunque il guardo giro/immenso Dio ti vedo. La sapienza di Dio si è manifestata e si manifesta in modo meraviglioso nella creazione e nella Legge mosaica,ma in modo ancora più meraviglioso in Maria:Tutte le generazioni mi chiameranno beata,perchè grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.
Dio ha fatto grandi cose in Maria perché ha guardato l’umiltà della sua serva! Grandi cose Dio opera anche in noi se ci mettiamo nelle sue mani,pronti ad accogliere la Sua volontà, anche e soprattutto quando non comprendiamo il Suo disegno su di noi,le vie attraverso le quali ci chiama ad andargli incontro,ricordandoci sempre la Sua parola:le mie vie non sono le vostre vie;i miei pensieri non sono i vostri pensieri.

Undicesimo giorno:i dogmi mariani.

Da oggi fermiamo,per qualche giorno,la nostra riflessione sui dogmi mariani.
Si dice dogma di fede una formula che riassume in modo efficace il nucleo centrale e precisa aspetti del messaggio di salvezza. Essi non sono un’aggiunta alla Parola di Dio,ma interpretazioni ufficiali ed  infallibili di essa e,perciò sono indicazioni sicure per un cammino di fede senza deviazioni né dubbi. Nel Catechismo degli Adulti leggiamo:i dogmi sono offerta efficace di verità,come i Sacramenti sono offerta efficace di grazia.
La prima definizione della dottrina sulla Madonna ci viene dal Concilio di Efeso celebrato nel 431 sotto papa Callisto I e riguarda la divina maternità di Maria. Condannando Nestorio,patriarca di Costantinopoli ,il quale sosteneva che Maria è madre di Gesù uomo e non madre di Dio e,accettando la dottrina di Cirillo,patriarca di Alessandro,il quale sosteneva che Maria è madre di Dio,il Concilio affermò:

“Non nacque primieramente dalla Vergine un uomo volgare qualunque nel quale sarebbe poi disceso il Verbo di Dio,invece- il Verbo di Dio- unito nel seno stesso -della Vergine  -alla carne,viene detto generato secondo la carne,rivendicando a sé come propria la generazione della Sua carne[…]Cosicchè – i Santi Padri -non dubitarono di chiamare deipara[ cioè madre di Dio] la sacra Vergine,non già nel senso che la natura del Verbo e la sua divinità abbia avuto origine dalla santa Vergine,ma nel senso che trasse da lei quel sacro corpo informato dall’anima razionale,al quale il Verbo di Dio,essendo unito in unione di persona,si dice che è nato secondo la carne.”[D. 251 ]

Dodicesimo giorno

Ancora sulla divina maternità di Maria tornarono i Concili di Calcedonia,celebrto nel 451 sotto il papa Leone I e il Concilio Costantinopolitano II,celebrato nel 553 sotto papa Vigilio.
Il Concilio di Calcedonia dice:“…l’unico medesimo Figlio,il Signore nostro Gesù Cristo,…è stato generato dal Padre eternamente secondo la divinità,e il medesimo,negli ultimi tempi è stato generato per noi e per la nostra salvezza da Maria Vergine madre di Dio secondo l’umanità”(D. 301).
E il Concilio Costantinopolitano II afferma: “Se qualcuno non confessa che due sono le nascite del Verbo di Dio,una prima dei secoli dal Padre,senza tempo,incorporalmente,e l’altra negli ultimi giorni,di quel medesimo che discese dal cielo e, incarnato nel grembo della santa e gloriosa  Madre di Dio e sempre Vergine Maria, è nato dalla stessa,esso sia scomunicato[D. 422].
E ancora il Concilio afferma:“Se qualcuno dice che la santa e gloriosa sempre Vergine Maria  è abusivamente, non veramente Madre di Dio,sia scomunicato[D. 427].

Tredicesimo giorno

Fermiamo oggi la nostra attenzione sugli altri dogmi mariani: la perpetua Verginità di Maria,l’Immacolata Concezione e l’Assunzione al cielo.
Il papa Martino V,nel Concilio non ecumenico del  649 definì la perpetua verginità di Maria prima,durante e dopo il parto.
Il papa Pio IX l’otto Dicembre 1854 definì l’Immacolata Concezione di Maria con queste parole:
per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo,dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra,
pronunziamo,dichiariamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata,per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente,in previsione dei meriti di Gesù Cristo  Salvatore del genere umano,immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento e ciò deve,pertanto,essere oggetto di fede certo e immutabile per tutti i fedeli.[Ineffabilis Deus].
Il papa Pio XII ,nel corso dell’Anno Santo del 1950, promulgò il dogma dell’assunzione di Maria  Vergine al Cielo con queste parole:
per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo e dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra,pronunziamo,dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’immacolata Madre di Dio e sempre Vergine Maria,terminato il corso della vita terrena,fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.[Munificentissimus Deus].

Quattordicesimo giorno

Nei giorni passati abbiamo riflettuto sui dogmi mariani. Da oggi guardiamo Maria come donna vera,nella sua storia personale. Abbiamo già ricordato cosa i Vangeli e gli Atti degli Apostolo dicono di Maria ,e non è molto!
I genitori,Gioacchino ed Anna,abitano a Nazaret, un villaggio della Galilea;credono negl’insegnamenti  della Scrittura e amorevolmente guidano la figlia nella fede del Signore e nell’osservanza della Legge,che Dio ha dato a Mosè sul monte Sinai.
La fanciulla Maria vive tra le sue coetanee,ma da esse si distingue per quel tipo di educazione squisitamente spirituale che i genitori le offrono con la parola e con l’esempio. Giovinetta va sposa a Giuseppe,il carpentiere;fa visita ad un’anziana parente,Elisabetta,moglie di Zaccaria;va in pellegrinaggio a Gerusalemme;partecipa ad una festa di nozze a Cana di Galilea. Sa ascoltare,riflettere ed ubbidire,a Dio prima che agli uomini,dichiarandosi la serva del Signore. Si sforza di capire il figlio Gesù,e quando non ci riesce  custodisce le sue parole e i suoi gesti meditandoli nel suo cuore. Segue il figlio, da Betlemme al Calvario, con materna premura e fede eroica. È con gli apostoli unita in preghiera e accompagna i primi passi della Chiesa nascente.
Tutto qui! Ma non è poco.
Maria è il modello dell’umanità salvata:è una di noi e nel tempo stesso si esalta per le meraviglie che Dio ha operato in lei,umile ed alta più che creatura.

Quindicesimo giorno:l’umiltà di Maria.

Il grande poeta Dante Alighieri nel Paradiso così canta di Maria:
Vergine Madre,/figlia del tuo Figlio,/umile ed alta più che creatura/termine fisso di eterno consiglio.[Paradiso,XXXIII,1-3].

Maria dinanzi a Dio è stata sempre umile,docile e fiduciosa,perché ha trovato la forza e il coraggio della vita nella sua incapacità,si è messa totalmente nelle braccia di Dio,come una bimba tra le braccia della madre. Di Maria in modo esemplare possiamo dire,con san Francesco di Sales:l’umile trova tutto il coraggio nella sua incapacità;più si sente debole e più diventa intraprendente,perché tutta la sua fiducia è riposta in Dio,che si compiace di manifestare la Sua potenza nella nostra debolezza . Dio ha guardato l’umiltà di Maria e,perciò,grandi cose ha fatto il lei,tanto che tutte le generazioni la chiameranno beata.
Maria è per eccellenza la anawim di Dio,la povera in spirito,cioè l’umile,colei che si abbandona fiduciosa in Dio:ecco la serva del Signore,avvenga di me secondo la tua parola. Prendendo ad esempio Maria,viviamo anche noi la virtù dell’umiltà,fondamento della crescita spirituale,come dice sant’Agostino:il primo passo è l’umiltà;il secondo passo è l’umiltà;il terzo passo è l’umiltà;e per quanto tu chieda,ti darò sempre la stessa risposta:l’umiltà.

Sedicesimo giorno: la fede e la carità di Maria.

Il grande pontefice Paolo VI,che nel mese di Ottobre di quest’anno onoreremo Beato,ha scritto di Maria:la Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli[…]perché nella sua condizione concreta di vita ,aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio;perché ne accolse la Parola e la mise in pratica;perché la sua azione fu animata dalla carità e dal servizio;perché,insomma,fu la prima e la più perfetta seguace di Cristo:il che ha un valore esemplare,universale e perenne .
Nell’Annunciazione Maria ascolta ed accoglie con fede la Parola di Dio ed apre,così, la via per la venuta personale del Figlio Unigenito nel mondo. Nella Visitazione Maria apre il suo cuore e si mette a servizio dell’anziana parente Elisabetta. A Betlemme presenta il suo figlio ai pastori come Messia povero tra i poveri e per i poveri. A Cana di Galilea si fa carico del disagio degli sposi e in questo disagio presenta al Figlio tutta l’umana indigenza. Il suo non è un semplice gesto di amorevolezza verso gli sposi,ma un sublime atto di amore verso l’umanità sofferente,perché priva del vino della grazia di Dio;ed è questa sofferenza che presenta al Figlio. Comprendiamo così la risposta di Gesù alla madre:non è ancora giunta la mia ora. L’ora della salvezza è l’ora della croce e della risurrezione!

Diciassettesimo giorno: Maria e la Chiesa

Il Concilio Ecumenico Vaticano II,nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa dice:la beata Vergine,per il dono e ufficio della divina maternità,che la unisce col Figlio Redentore e per le sue singolari grazie e funzioni è pure intimamente unita alla Chiesa:la madre di Dio è figura della Chiesa,come già insegnava sant’Ambrogio,nell’ ordine cioè della fede,della carità e della perfetta unione con Cristo.  Come Maria,Vergine in ascolto,anche la Chiesa,soprattutto nella Liturgia,ascolta,accoglie , proclama e venera la parola di Dio,che dispensa ai fedeli come pane di vita .Come Maria,Vergine in preghiera,anche la Chiesa è vergine in preghiera,che ogni giorno presenta al Padre le necessità dei suoi figli,loda il Signore e intercede per la salvezza del mondo . Maria,Vergine offerente, è modello della Chiesa e di ogni singolo fedele di quel culto che consiste nel fare della propria vita un’offerta a Dio. Il sì di Maria è per la Chiesa e per ogni singolo fedele lezione ed esempio per fare dell’obbedienza alla  volontà  del Padre la via e il mezzo della propria santificazione .
Sant’Ambrogio,già nel IV secolo,auspicava che in ogni fedele vi fosse l’anima di Maria,per glorificare Dio:dev’essere in ciascuno dei cristiani l’anima di Maria per glorificare il Signore;d’essere in ciascuno il suo spirito per esultare in Dio.

Diciottesimo giorno: il culto verso Maria

Il culto cristiano è per sua natura culto al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo o,per dirlo con la Liturgia:culto al Padre,per Cristo e nello Spirito Santo.
Questo culto,anche se sostanzialmente in modo diverso,si estende,in modo particolarissimo alla Vergine Maria madre di Dio e poi anche ai martiri,agli angeli e ai santi.
La pietà o devozione verso Maria deve tendere a favorire in noi una sempre maggiore e più consapevole conoscenza di Gesù ,figlio di Maria,e dello Spirito Santo,la cui azione consacrò e rese feconda la verginità di Maria,per cui è detta:Palazzo del Re,Talamo del Verbo,Tempio o Tabernacolo del Signore,Arca dell’Alleanza,Arca di Santificazione,Santuario dello Spirito Santo.

Il culto a Maria è la via maestra per il rinnovamento della vita cristiana.
La devozione  a Maria deve portarci non solo a pregare Maria,ma anche a pregare con Maria,imitandola nella fede,nell’abbandono alla volontà di Dio,nell’esercizio di carità verso i fratelli,nella donazione del cuore e della mente all’azione della Spirito Santo,per accogliere e vivere i Suoi santi doni,cioè quelle disposizioni permanenti che rendono l’uomo docile a seguire le mozioni dello Spirito Santo.

Diciannovesimo giorno:la devozione a Maria

Normalmente diciamo che la devozione parte dal basso,cioè dal cuore e dall’immaginazione del popolo. Non è così per la devozione a Maria:essa parte non dal basso ,ma dall’alto,il che vuol dire che non scaturisce dal sentimento,ma dalla fede in Dio,che ha scelto Maria come madre del Figlio suo e come madre nostra.
Se Dio ha scelto Maria per il Figlio suo e per noi,il nostro compito non è più quello di sceglierla,ma solo di accoglierla come nostra Madre.
La devozione a Maria perciò non è una scelta di cui  potremmo anche fare a meno,ma il dovere e la gioia del figlio che accoglie la madre nella sua casa,nella sua vita.
la devozione a Maria non è una raffinatezza,non è una concessione al sentimentalismo e alla fantasia popolare,ma è un bisogno spirituale.
La vera devozione a Maria è devozione dell’azione,della imitazione,della concretezza,dell’unione della propria vita a quella di Maria.
Frank Duff,fondatore della Legione di Maria ,ha scritto:una vera devozione a Maria non ottiene il pieno sviluppo che nell’unione a lei. Unione significa necessariamente comunanza di vita.[…] La vera devozione deve necessariamente comportare la premura e l’attenzione fraterna verso i più deboli.

Ventesimo giorno:il Rosario

Il Rosario merita un’attenzione particolare tra le varie pratiche di pietà comunitarie e private.
Il Cristo che incontriamo nel Vangelo e nel Sacramento,lo contempliamo con Maria nei vari momenti della sua vita grazie ai misteri gioiosi,luminosi,dolorosi e gloriosi.
Alla scuola della Madre impariamo come conformarci al suo divin  Figlio,impariamo   ad annunciarlo con la nostra stessa vita.
Se l’Eucaristia è per il cristiano il centro della giornata,il Rosario contribuisce in modo privilegiato a dilatare la comunione con Cristo ed educa a vivere tenendo fisso su di Lui lo sguardo del cuore,per irradiare su tutti e su tutto il suo amore misericordioso .
Il santo Rosario ,per antica tradizione,si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi per comunicare, per solidarizzare,per perdonarsi scambievolmente,per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio .
Sulla necessità della preghiera per lo sviluppo della vita cristiana ascoltiamo quanto  dice  la beata Angela da Foligno :Senza la luce di Dio nessun uomo si salva. Essa fa muovere all’uomo i primi passi;essa lo conduce al vertice della perfezione. Perciò se vuoi cominciare a possedere questa luce di Dio,prega;se sei già impegnato alla salita della perfezione e vuoi che  questa luce in te aumenti,prega;se sei giunto al vertice della perfezione e  vuoi ancora luce per poterti in essa mantenere,prega;se vuoi la fede,prega;se vuoi la speranza,prega;se vuoi la carità,prega;se vuoi la povertà,prega;se vuoi l’obbedienza,la castità,l’umiltà,la mansuetudine,la fortezza,prega. Qualunque virtù desideri,prega .
Non serve a niente pregare a lungo,ripetendo e accumulando formule vuote:pregando,non sprecate parole come i pagani:essi credono di venire ascoltati a forza di parole[Mt 6,7].

Ventunesimo giorno:Maria ,piena di grazia.

La Madonna è salutata dall’Angelo piena di grazia.
Maria è piena di grazia e di carità,perché inondata dallo Spirito Santo,fin dal primo istante del suo concepimento,perché non macchiata dal peccato originale,perché Immacolata.
Il papa Pio IX,nel definire il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria nel 1854,dice:l’ineffabile Dio[…] fin dall’inizio e prima dei secoli,elesse e destinò una Madre al Figlio suo Unigenito,affinchè, fatto carne in lei,nascesse nella beata pienezza dei tempi e l’amò talmente,a preferenza di tute le altre creature,da porre in lei la sua singolarissima beneficenza. Per questo l’arricchì sì mirabilmente con l’abbondanza dei suoi carismi,attinta dal tesoro della divinità,molto più che non tutti gli spiriti angelici e  tutti i santi del cielo,cosicchè Ella,assolutamente libera da ogni macchia di peccato e tutta bella e perfetta,mostrasse una tale pienezza di innocenza e di  santità,che dopo quella di Dio,non se ne può intendere una maggiore e nessuno,all’infuori di Dio,può raggiungerla col pensiero .

Ventiduesimo giorno:Maria piena di grazia

Ieri abbiamo ascoltato le parole del papa Pio IX circa la pienezza di grazia di Maria. Oggi ci domandiamo cosa significa che la  pienezza di grazia di Maria sorpassa quella degli angeli e dei santi messi insieme? Per comprenderlo dobbiamo tener presente che la grazia non si misura in quantità:essa non è un pezzo d’oro che  unito ad un altro pezzo d’oro e poi ad un altro e poi ancora ad un altro, alla fine viene a formare un tesoro più o meno grande.  La grazia è comunicazione  di Dio,comunione con Dio. In Maria questa unione con Dio è superiore a quella di tutte le creature messe insieme. La pienezza di grazia di Maria  ,a differenza di quella di Gesù che è completa fin dall’origine senza possibilità di aumento,è una pienezza in progresso:Maria riceve lo Spirito Santo non solo nel primo istante del suo concepimento,ma anche nell’Incarnazione e nella Pentecoste e la sua vita di fede,di speranza e di carità è in continua crescita. L’aumento continuo della grazia in Maria segue un’accelerazione simile a quella dei corpi nel vuoto;san Tommaso d’Aquino dice che più un’anima sale verso Dio e più celermente Dio l’attira.
La santità di Maria ha avuto un crescendo luminoso lungo tutto l’arco della sua vita.

Ventitreesimo giorno:Maria,Madonna dell’Avvento

Più siamo uniti a Maria,più la luce di Cristo risplende in noi. Lo scopo ultimo della devozione a Maria è quello di favorire la continuità del cristianesimo,di favorire il progresso nell’amore,che,man mano che aumenta,ha sempre meno bisogno di esteriorità:ricordiamo sempre che quanto più sentiamo in noi il bisogno delle esteriorità,tanto più siamo vuoti di sostanza .  La pietà è tanto più vera,genuina e profonda,quanto meno si ammanta  di esteriorità. L’unione con Maria ci dispone all’azione della grazia e, perciò,a buon titolo,Maria è detta Madonna dell’Avvento. La Madonna prepara e dischiude i cuori,allontana e raddolcisce le resistenze;la sua funzione propria è quella di liberare in noi tutto ciò che si oppone all’azione di Dio. Ella ci svuota di noi stessi,ci purifica,ci sgombra per far posto a Cristo in noi . Da Maria andiamo alla scuola dell’ umiltà,dell’abbandono in Dio,della santità. Ascoltiamo,a proposito,le parole del papa san Pio X:non vi è strada più sicura né più facile, se non quella di Maria, per la quale gli uomini possono arrivare fino a Cristo ed ottenere,mediante Gesù Cristo, la perfetta adozione filiale che rende santi e senza macchia allo sguardo di Dio .

Ventiquattresimo giorno:ancora Maria,Madonna dell’Avvento

Continuiamo oggi la riflessione su Maria ,Madonna dell’Avvento leggendo una pagina stupenda del cardinale Suenens:Maria è per tutti la Madonna dell’Avvento.
Lo è per i battezzati,nei quali Cristo è già nato,ma nei quali deve ancor crescere e svilupparsi per raggiungere la sua piena statura;lo è per tutti quelli che non hanno ancora scoperto il Salvatore,per quelle anime di buona volontà che lo cercano a tentoni,nella notte,ma che non hanno ancora decifrati i segni nel cielo o che,se hanno visto brillare la stella,non hanno ancora avuto la forza di lasciare i loro pesi di origine,di mettersi in cammino e di deporre ai suoi piedi l’oro ,la mirra e l’incenso.
Maria è colei che ci chiama al servizio della sua maternità spirituale verso i nostri contemporanei;è colei che reclama le nostre labbra,le nostre mani,le nostre braccia per servire il suo Figlio,per essere con lei dei portatori di Cristo agli uomini che lo ignorano;è Colei che aspira,grazie alla nostra collaborazione fedele e attiva,a divenire ogni giorno di più,la Madonna dell’Epifania per il mondo che viene.
Non aggiungiamo parola alcuna a questo ritratto d’autore di Maria!

Venticinquesimo  giorno:Maria e la famiglia

Il gesuita Padre de Lestapis scriveva: il mistero familiare e coniugale ha ancora molto da imparare dall’esempio di Maria e di Giuseppe.
Aggiungiamo che il mistero familiare e coniugale  ancora oggi, e sempre avrà  da imparare alla scuola della famiglia di Nazaret.
L’unione tra Maria e Giuseppe è la più perfetta riuscita dell’amore terreno.
Nel matrimonio e nella famiglia l’amore umano trova il suo più alto grado di unione tra due persone e la più ampia apertura all’amore genitoriale,filiale e parentale.
L’amore non è soltanto all’origine dell’unione coniugale,ma ne è anche il continuo alimento.
Ma l’amore umano è una fiamma destinata,prima o poi,a spegnersi se non si alimenta dell’amore verso Dio e verso Maria.
Lo scrittore francese Leon Bloy[1846-1917] ha scritto:più una donna è santa,più essa è donna e sposa.
Aggiungiamo che più una donna è santa,più essa è donna e sposa,e madre.
La Madonna è la  santa per eccellenza,è anche donna e sposa e madre per eccellenza.
Il Vangelo parla di Giuseppe definendolo uomo giusto,giusto per eccellenza, e perciò anche uomo,sposo e padre per eccellenza.
Maria e Giuseppe sono il modello perfetto dell’amore in stato di grazia. Essi ci insegnano che non dobbiamo aver paura dell’amore,ma solo delle sue deviazioni,perché non è proibito amare molto,ma solo amare male.

Ventiseiesimo giorno:Maria,anello di congiunzione tra il finito e l’infinito.

Nell’ultimo Canto del Paradiso,il trentatreesimo,Dante mette sulle labbra di San Bernardo la stupenda Preghiera alla Vergine,che costituisce le sintesi perfetta della mariologia del Santo.
Da essa prendiamo alcune terzine,per rimirare ancora una volta,l’umiltà e la grandezza di Maria,la sua esemplarità,la sua premura materna per noi,che le siamo stati dati come figli dal Figlio Gesù ai piedi della Croce:Donna,dice Gesù morente alla Madre,ecco tuo figlio. Ai piedi della croce c’era Giovanni e,in Giovanni tutti noi:ogni uomo di ogni tempo e di ogni luogo.

La Preghiera inizia così:Vergine madre,figlia del tuo Figlio/umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio/tu sei colei che l’umana natura/nobilitasti sì che il suo  fattore/non disdegnò di farsi sua fattura.

San Bernardo contempla,rapito ed immerso nella luce di Maria,le prerogative più belle di lei:vergine e madre,umile ed eccelsa,figlia di Dio e madre dell’unigenito Figlio di Dio.
Maria è l’anello di congiunzione tra il finito e l’infinito,tra l’uomo e Dio,è il centro della storia,il punto cardine della storia della salvezza,è il termine stabilito dall’ eterno consiglio di Dio,per la redenzione dell’uomo dalla colpa originale.
Nella Genesi,al capitolo terzo leggiamo queste parole,che Dio rivolge al serpente:porrò inimicizia tra te e la donna,fra la tua stirpe e la sua stirpe:questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno .
Con questa profezia inizia la storia della salvezza:il male,personificato nel serpente,ha vinto,ma la sua vittoria è momentanea,perché sarà vinto definitivamente da Cristo,il Verbo che assume la natura umana nel grembo di Maria.

Ventisettesimo giorno:Maria Regina

Sempre nella  Preghiera alla Vergine san Bernardo si rivolge a Maria con queste parole:
Ancor ti priego,regina,che puoi/ciò che tu vuoli,che conservi sani/dopo tanto veder,li affetti suoi.
San Bernardo chiede ancora una grazia a Maria per Dante:  quella di conservare sani gli affetti suoi.
Questa è la grazia prima ed ultima che tutti  dobbiamo chiedere alla Madonna:che ci conservi sani nella mente e nel cuore,che ci aiuti a fuggire il male e camminare nelle vie del bene,che ci guidi all’incontro con Cristo ogni giorno,per poterlo vedere venirci incontro nel momento ultimo della nostra vita terrena.
Alla  Madonna spetta il titolo e la funzione  di  Regina,perché è la madre di Cristo,Re dei re e Signore dell’universo, e perché è nostra corredentrice.

Il papa Pio XII,nell’enciclica Ad coeli Reginam dell’11 ottobre 1954 scriveva:Gesù è re dei secoli eterni per natura e per conquista,come Dio e come Redentore;per Lui,con Lui,Maria è Regina per grazia,per parentela divina,per conquista e per singolare elezione,come madre di Gesù e come corredentrice. E il suo regno è vasto come quello del figliolo divino,poiché nulla al suo dominio è sottratto.

Ventottesimo giorno: Eva e Maria

Eva    è la madre degli esuli,Maria è la madre dei cittadini:       Eva  si è esiliata dal paradiso e con lei tutto il genere umano;Maria ,con il suo sì ,ha contribuito a renderci cittadini del regno di Dio.    
Eva è l’antagonista del Signore,Maria,invece,è la serva del Signore: Eva cede alla tentazione di essere come Dio;Maria si riconosce la  serva del Signore:non la schiava strisciante e paurosa,ma la donna che liberamente e gioiosamente si rende disponibile  affinchè la parola del Signore si realizzi in lei:ecco,sono la serva del Signore,avvenga di me quello che hai detto. [Lc 1,38].
Eva è L’incredula,Maria è la credente:  Eva non crede alla parola di Dio che la mette in guardia circa gli effetti del mangiare il frutto  dell’albero che è in mezzo al giardino; Maria chiede spiegazione all’angelo che le annunzia la nascita di un figlio,perché il suo proposito è quello di rimanere vergine:Come è possibile? Non conosco uomo. Ma crede nella parola del Signore:Lo Spirito Santo scenderà su di te.
Eva è la disobbediente,Maria è l’obbediente: Eva,disobbedendo, divenne la causa di perdizione per sé e per tutto il genere umano;Maria,obbedendo,divenne causa della salvezza per sé e per tutto il genere umano.

Ventinovesimo giorno : Maria e noi

                                                                                     
Il papa Pio IX,l’otto dicembre del 1854, con la Bolla Ineffabilis Deus,definì l’Immacolata Concezione con queste parole:
La beatissima  Vergine  Maria nel primo istante della sua concezione,
per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente,
in previsione dei meriti di Gesù Cristo ,salvatore del genere umano,
è  stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale .
Il Concilio Vaticano II  ha sottolineato che Maria non solo è stata immune dal peccato originale,ma fin dall’inizio è stata adornata degli splendori di una singolarissima santità .
Anche Maria  ha avuto il suo personalissimo cammino di fede e di carità:ha percorso il suo pellegrinaggio di fede e ha serbato fedelmente la sua unione col Figlio fino ai piedi della croce ;ed è  cresciuta nella santità:libera dal peccato originale e gratificata di doni eccezionali,ha progredito con passo spedito. Non ha conosciuto ritardi e deviazioni come noi,non ha commesso peccati personali. A ragione il popolo cristiano la venera come la tutta santa .
Noi e Maria:anche Maria è redenta come noi,ma in modo ancora più sublime:Ella non viene tirata fuori dal fango come noi;ma è preservata dal cadervi.

Trentesimo giorno:le apparizioni

In questi ultimi due giorni del mese di Maggio ci fermiamo sulle apparizioni della Madonna. Oggi ricordiamo l’insegnamento della Chiesa circa le apparizioni;domani  ricorderemo le apparizioni della Madonna tra la fine del 1800 e la fine del 1900.
L’insegnamento della Chiesa:l’entusiasmo delle folle si  accende facilmente in occasione di presunte apparizioni. La loro autenticità non può essere negata pregiudizialmente,perché Maria accompagna il nostro cammino storico con premura materna e può comunicare con noi,adattarsi alla nostra condizione terrena. Occorre però un prudente discernimento sotto la guida della competente autorità ecclesiastica,perché illusioni ed inganni sono frequenti e dannosi. In ogni caso non ci si deve attendere un messaggio nuovo rispetto al Vangelo,ma solo un richiamo ad esso,in vista di una più seria conversione. La vera devozione non ha niente a che vedere con la curiosità,il miracolismo,il superficiale sentimentalismo e il formalismo delle pratiche esteriori,ma consiste piuttosto nel riconoscere la singolare dignità di Maria nel rivolgersi a lei con fiducia e amore filiale,nell’imitare le sue virtù,per seguire Cristo insieme a lei. Maria vuole essere modello,non solo rifugio. Non una madre protettiva e possessiva che blocca i figli nell’infantilismo,ma una madre che fa crescere verso la maturità e spinge ad affrontare il rischio .

Trentunesimo giorno:Le apparizioni della Madonna tra la fine del 1800 la fine  del 1900.

1. Il 19 Settembre 1846 la Madonna si manifestò, per 17 volte, sulle montagne della Salette  presso Grenoble, in Francia, a due pastorelli: Melanie Calvat e Maximin Giraud. L’ultima apparizione la ebbero il 16 Luglio 1848.
Oggi sul posto delle apparizioni sorge il grande Santuario di Notre Dame de la Salette,meta di numerosissimi pellegrinaggi.
2. L’11 Febbraio 1858 la  Madonna si manifestò alla grotta di Massabielle sulle rive del Gave a Lourdes ,in Francia, soltanto alla pastorella Bernadette Soubirous.
Si presentò come l’Immacolata Concezione.
3. Il 22 Marzo 1888 iniziarono le apparizioni della Madonna in località Cesa tra Santi ,detta anche Macchie Rosse, a Castelpetroso .
La Madonna si presentò come l’Addolorata,ma anche in altre sembianze.
4. Nel 1917 la Madonna si manifestò in località Cova da Iria  a Fatima,in  Portogallo, a tre pastorelli:Lucia dos Santos,Francesco e Giacinta Marto.
Ci furono sei apparizioni il 13 di ogni mese da Maggio a Ottobre.
Durante l’ultima apparizione la Vergine disse di essere la Madonna del Rosario.
5.A Medjugorje,in Bosnia-Erzegovina,le apparizioni della Madonna hanno avuto inizio il 24  Giugno 1981,quaranta giorni dopo l’attentato al Santo papa Giovanni Paolo II,avvenuto il 13 Maggio dello stesso anno. Ai  sei veggenti:Mirjana Dragicevic Soldo,Ivanka Ivankovic Elez,Marija Pavlovic Lunetti,Vicka Ivankovic,Ivan Dragicevic e Jakov Colo,la Madonna si presenta come Regina della pace e invita alla conversione.
Leggiamo la testimonianza di Marija:nel pomeriggio del 6 Agosto tutti noi sei veggenti riuscimmo a trovarci finalmente di nuovo insieme. La Madonna ci apparve e disse:Io sono la Regina della pace! Fino a quel momento si era presentata sempre come la Beata Vergine Maria. Era la prima volta che usava quel titolo specifico e da allora lo ripetè sempre. A Marija il 26 Agosto 1981 la Madonna  affidò il messaggio della pace con queste parole:Pace,Pace,Pace. Riconciliatevi con Dio e tra di voi.
A chiusura del mese di Maggio accogliamo anche noi questo invito della Madonna e cerchiamo di metterlo in pratica ogni giorno.

 
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