Catechesi Eucaristica - Parrocchia S.Nicandro V.M.

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Catechesi Eucaristica

Catechesi
L’Eucaristia
Può considerarsi sotto due aspetti:di Sacramento e di Sacrificio inseparabili tra di loro.
• In riferimento agli uomini è sacramento in quanto si pone con un rito visibile,la consacrazione;dopo la consacrazione rimane sotto le specie visibili e si prende nella comunione.
• In riferimento a Dio ha ragione di sacrificio in quanto viene offerto a Dio per consecrationem.

La “ratio sacramenti” non può essere separata dalla “ratio sacrificii”:nella consacrazione si pone il sacramento e si offre il sacrificio .
La trattazione,perciò,è divisa in due parti:l’Eucaristia come Sacramento e l’Eucaristia come Sacrificio.


Prima parte :l’Eucaristia come Sacramento

Il Catechismo di S Pio X definisce l’Eucaristia il Sacramento che sotto le specie del pane e del vino contiene veramente,realmente e  sostanzialmente il corpo e il sangue di Cristo per il  nutrimento spirituale dell’anima.

Paolo VI , “Mysterium Fidei”

Tale presenza[la presenza di Cristo nell’Eucaristia] si dice reale non per esclusione,quasi che le altre non siano reali,ma per antonomasia,perché è anche corporale e sostanziale,e in forza di essa,Cristo Uomo-Dio,tutto intero si fa presente. [N 20.b.] La costante istruzione impartita dalla Chiesa ai catecumeni,il senso del popolo cristiano, la dottrina definita dal Concilio di Trento e le stesse parole con cui Cristo istituì la Santissima Eucaristia ci obbligano a professare che l’Eucaristia è la carne del nostro Salvatore Gesù Cristo che ha patito per i nostri peccati e il Padre per sua benignità ha resuscitato.  [N 22.b.]

Il Concilio di Trento

Definisce  verità di fede che Cristo è presente  nell’Eucaristia: veramente, realmente,sostanzialmente e non come in segno o figura o virtù.  
“DS 874.878.883”.
Ha definito la dottrina sull’Eucaristia contro i Protestanti.

La Scrittura

La promessa dell’Eucaristia
Gv  6,25-58
Trovatolo di là dal mare, gli dissero:"Rabbì, quando sei venuto qua?". Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo". Gli dissero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?". Gesù rispose: "Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato".
Allora gli dissero: "Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti?  Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo". Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo". Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane". Gesù rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e ancora non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno". Intanto i Giudei  mormoravano di lui perché aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo". E dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?". Gesù rispose: "Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita.  I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".

Questa parte del discorso sul pane della vita si riferisce certamente all’Eucaristia. Il pane del cielo è soltanto una designazione metaforica della persona di Gesù a cui si deve credere per conseguire la vita eterna o indica l’Eucaristia nella quale ,sotto le specie del pane e del vino,ci si ciba della carne e del sangue di Cristo? Le parole di Gesù vanno intese in senso letterale o in senso metaforico? Che vanno intese in senso letterale risulta:  dal modo di parlare e di agire di Cristo,il quale distingue ben quattro volte tra corpo e sangue,cosa incomprensibile se avesse soltanto voluto esprimere la fede in lui.  Presso gli Ebrei l’espressione mangiare la carne di uno  in senso metaforico aveva un preciso  significato  :odiare quella persona , e bere il  sangue significava prendere vendetta.
Se prendiamo queste parole di Gesù in senso metaforico dobbiamo intendere che Gesù abbia voluto dire:se non mi odiate e non vi prendete vendetta di me,non potete avere la vita eterna.
Queste espressioni vanno intese in senso letterale:così infatti le intesero gli uditori di Gesù:si misero a discutere tra di loro[ …]                                       
E Gesù non smentisce questo modo di intendere,anzi al mangiare la carne aggiunge anche il bere il sangue,cosa questa massimamente scandalosa perchè agli Ebrei era proibito bere il sangue.
Wiseman dice:se Cristo voleva parlare di un vero cibo e di una vera bevanda non poteva parlare con maggiore chiarezza. Se invece voleva soltanto indicare e chiedere la fede in lui,non poteva parlare in modo più oscuro.

Come intendere allora le parole di Gesù:è lo Spirito che dà la vita,la carne non giova a nulla;le parole che io vi do sono spirito e vita?
La carne da sola non giova,perciò bisogna intendere la carne unita alla divinità. Le mie parole sono di ordine spirituale e,pertanto,non possono essere comprese dalla carne,dalla sola ragione,ma dalla mente illuminata dalla fede. La carne per sé non è principio di vita spirituale,ma è lo Spirito che è in essa che vivifica.
Le mie parole sono Spirito e vita:tutto il mio discorso è una rivelazione dello Spirito che dà la vita.

Si distingue:
• il sacramentum in fieri =la consacrazione.
• il sacramentum in facto esse =il sacramento che resta dopo la consacrazione.
• il sacramentum in usu =la comunione.

La comunione

• È  la “conditio sine qua non”[condizione indispensabile]  perché il sacramento possa produrre nell’anima  i suoi frutti.
• L’Eucaristia è perfetto sacramento anche “ante usum”,ma produce i suoi frutti solo “in usu”,cioè con la comunione.

Nel sacramento dell’Eucaristia

Cristo si fa presente attraverso la transustanziazione: singularis et mirabilis conversio totius substantiae panis in corpus et totius substantae vini in sanguinem Christi.

Il corpo di Cristo sotto le specie del pane e il sangue di Cristo sotto le specie del vino sono materialmente due segni fisicamente distinti:l’uno significa refectionem per modum cibus e l’altro per modum potus. Tuttavia singolarmente presi:sia l’uno che l’altro constituunt verum sacramentum . Sia l’uno che l’altro significano plenam refectionem spiritualem ad modum convivium conferendam.

Perciò chi riceve l’Eucaristia solo sotto la specie del pane riceve la stessa grazia,cioè plenam refectionem animae di colui che la riceve sotto le due specie,perché sotto ciascuna specie è presente Cristo totus et integre cum corpore et sanguine.
Chi riceve la comunione soltanto sotto la specie del pane,riceve non solo il corpo di Cristo,ma anche il sangue.

Cristo resta presente nell’Eucaristia per tutto il tempo che le specie restano integre: corrotte le specie,termina la presenza reale di Cristo.

La consacrazione di una sola specie
Cristo ha istituito il sacramento dell’Eucaristia non a se stante,ma unito al sacrificio,per cui la ratio sacramenti non si può separare dalla ratio sacrificii.
• La ratio sacrificii richiede la consacrazione delle due specie,nell’ultima cena infatti Gesù consacrò pane e vino.
• La ratio sacramenti non richiede la consacrazione delle due specie:qui manducat hunc panem vivet in aeternum.

La forma con la quale si consacra una specie produce il suo effetto subito,indipendentemente dall’altra,perciò il pane è consacrato non appena sono pronunciate le parole della forma,non bisogna aspettare la consacrazione del vino. Si può,pertanto,validamente consacrare una specie senza l’altra, sia che ciò avvenga per distrazione da parte del consacrante sia,forse, che lo faccia intenzionalmente,purchè abbia l’intenzione di consacrare come Cristo ha istituito.  Con la consacrazione di una sola specie il sacrificio è imperfectum. Non è mai lecito consacrare una sola specie.
Se dopo la consacrazione di una specie sorgesse qualche dubbio per la validità ratione materiae,si consacra absolute una materia certa.

Gli effetti  
• Intima unione fisica dell’anima con Cristo . Unione fisica del corpo di Cristo con il nostro corpo;tale unione è legata alla durata della presenza di Cristo sotto le specie.
• Nutrimento dell’anima: sostiene la vita della grazia,aumenta la grazia santificante,le virtù e i doni dello Spirito Santo,alimenta la perseveranza,preserva dalle colpe gravi,rimette i peccati veniali.
• Dona la gioia dello spirito.
• È  titolo privilegiato di vita eterna.
• Ha valore soddisfattorio ed impetratorio applicabili ai ivi ,supposte in essi le condizioni,e alle anime sante del Purgatorio.

La materia

Materia remota
Materia valida : pane di grano  e vino di vite .
Le ostie devono essere preparate con acqua naturale e farina pura di frumento sia esso macinato o tritato.
Per il latini materia lecita è il pane azzimo ,per i greci il pane fermentato,secondo la loro antica tradizione.
L’uno e l’altro sono riconosciuti dalla Chiesa materia valida,ma per la liceità ogni rito deve seguire la propria tradizione.

Materia prossima del sacramento in fieri è la materia remota,cioè il pane e il vino.
Materia del sacramento in esse sono le specie in quanto contengono il corpo e il sangue di Cristo

Per la validità della consacrazione si richiede che la materia da consacrare sia fisicamente e non solo intenzionalmente presente e sia determinata.

La forma

Per la consacrazione del pane:hoc est corpus meum.
Tutto il resto,sia antecedente che seguente non è ad validitatem.
Per la consacrazione del vino:hic est calix sanguinis mei.
Ovviamente  queste parole richiedono l’intenzione da parte del sacerdote di pronunziarle in persona Christi.

Il ministro

Ministro della consacrazione è solo il sacerdote.  Tale potestà è del sacerdote in quanto tale in forza del carattere sacerdotale e,pertanto,è indelebile.Il sacerdote,anche se eretico,scismatico,scomunicato,sospeso…,consacra sempre  validamente.
Quando più sacerdoti consacrano la stessa materia,nella Concelebrazione, le parole della forma devono essere pronunziate insieme e ogni singolo concelebrante deve avere l’intenzione di consacrare non singolarmente,ma insieme a tutti gli altri.

Il Soggetto

Ogni battezzato è soggetto capace di ricevere validamente la comunione,sempre validamente anche se non sempre fruttuosamente.

Le condizioni per la Comunione

Lo stato di grazia.
L’eucaristia è nutrimento spirituale,come non si dà nutrimento ad un morto nell’ordine della vita fisica,così non si dà ad un morto nell’ordine della vita spirituale.

Seconda parte:l’Eucaristia come Sacrificio

Il sacrificio è offerta di una cosa sensibile ,determinata dalla legge,fatta a Dio.Trasformazione di questa cosa sensibile che la sottrae all’uso comune. Offerta fatta a Dio essenzialmente come creatore e signore. È atto di culto pubblico e,quindi, il signum/la res sensibile non può essere una qualsiasi,ma deve essere scelto dall’autorità religiosa,non necessariamente da Dio stesso. Che la Messa è sacrificio propriamente detto è verità di fede:si quis dixerit in Missa non offerri Deo verum et proprium sacrificium…anathema sit.

Il sacrificio della Messa è il vero e proprio sacrificio della nuova legge,nel quale Cristo viene offerto sotto le specie del pane e del vino in memoria e rinnovazione del sacrificio del Calvario. Parte essenziale del sacrificio della Messa è la consacrazione,perché è in essa che il sacerdote agisce in persona Christi. La comunione da parte del sacerdote che offre il sacrificio è parte integrante del sacrificio ed è fatta suo nomine. Intenzionalmente il sacerdote non può consacrare senza intendere di voler fare la comunione,se lo facesse peccherebbe gravemente,tuttavia il sacrificio sarebbe offerto,perché l’ordo  ad communionem è oggettivo,in quanto Cristo ha istituito  il sacrificio sotto forma di cibo:accipite et manducate…hoc facite in meam commemoretionem.

Se per accidens dopo la consacrazione il sacerdote non facesse la comunione,il sacrificio resterebbe essenzialmente,sostanzialmente offerto.
Per il sacrificio si richiede la consacrazione delle due specie.

Fini ed effetti della Messa

• Fine latreutico / adorare Dio.  Effetto latreutico /Dio viene adorato.
• Fine eucaristico/ringraziare Dio. Effetto eucaristico/Dio viene ringraziato.
• Fine impetratorio/impetrare grazie. Effetto impetratorio /vengono impetrate grazie.
• Fine soddisfattorio /ottenere la remissione delle pene temporali. Effetto soddisfattorio/si ottiene la remissione delle pene temporali.

Questi fini sono sempre intesi implicitamente all’intenzione stessa di celebrare,tuttavia esplicitamente il sacerdote può intendere l’uno o l’altro.

Offerenti
• Offerente principale è Cristo.
• Offerente generale è la Chiesa,che si offre con Cristo e offre Cristo al Padre.
• Offerente ministeriale immediato è il sacerdote.
• Offerenti ministeriali mediati i fedeli: pregate fratelli e sorelle perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio,Padre onnipotente.
• Offerenti speciali sono quelli che a titolo speciale si uniscono al sacerdote:chi fa celebrare la santa Messa,i fedeli che sono fisicamente presenti alla celebrazione,i fedeli che, pur non essendo fisicamente presenti,si uniscono intenzionalmente al sacerdote che celebra.










 
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