Catechesi Liturgica - Parrocchia S.Nicandro V.M.

Vai ai contenuti

Menu principale:

Catechesi Liturgica

Catechesi
La Liturgia [COSTITUZIONE CONCILIARE SACROSANCTUM CONCILIUM SULLA SACRA LITURGIA,04 Dicembre 1963]

10. Nondimeno la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia.
Cristo è presente nella liturgia

7. Per realizzare un'opera così grande, Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel sacrificio della messa, sia nella persona del ministro, essendo egli stesso che, « offertosi una volta sulla croce, offre ancora se stesso tramite il ministero dei sacerdoti », sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti, al punto che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza. È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. È presente infine quando la Chiesa prega e loda, lui che ha promesso: Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro » Mt 18,20.

Necessità delle disposizioni personali
11. Ad ottenere però questa piena efficacia, è necessario che i fedeli si accostino alla sacra liturgia con retta disposizione d'animo, armonizzino la loro mente con le parole che pronunziano e cooperino con la grazia divina per non riceverla invano. Perciò i pastori di anime devono vigilare attenta mente che nell'azione liturgica non solo siano osservate le leggi che rendono possibile una celebrazione valida e lecita, ma che i fedeli vi prendano parte in modo consapevole, attivo e fruttuoso.

Liturgia e preghiera personale
12. La vita spirituale tuttavia non si esaurisce nella partecipazione alla sola liturgia Il cristiano, infatti, benché chiamato alla preghiera in comune, è sempre tenuto a entrare nella propria stanza per pregare il Padre in segreto; anzi, secondo l'insegnamento dell'Apostolo, è tenuto a pregare incessantemente

Formazione liturgica dei fedeli
19. I pastori d'anime curino con zelo e con pazienza la formazione liturgica, come pure la partecipazione attiva dei fedeli, sia interna che esterna, secondo la loro età, condizione, genere di vita e cultura religiosa. Assolveranno così uno dei principali doveri del fedele dispensatore dei misteri di Dio. E in questo campo cerchino di guidare il loro gregge non solo con la parola ma anche con l'esempio

Dignità della celebrazione liturgica
28. Nelle celebrazioni liturgiche ciascuno, ministro o semplice fedele, svolgendo il proprio ufficio si limiti a compiere tutto e soltanto ciò che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, è di sua competenza.

Educazione allo spirito liturgico
29. Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della « schola cantorum » svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine.

Partecipazione attiva dei fedeli
30. Per promuovere la partecipazione attiva, si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti, nonché le azioni e i gesti e l'atteggiamento del corpo. Si osservi anche, a tempo debito, un sacro silenzio

Norme derivanti dalla natura didattica e pastorale della liturgia
33. Benché la sacra liturgia sia principalmente culto della maestà divina, tuttavia presenta anche un grande valore pedagogico per il popolo credente. Nella liturgia, infatti, Dio parla al suo popolo e Cristo annunzia ancora il suo Vangelo; il popolo a sua volta risponde a Dio con il canto e con la preghiera. Anzi, le preghiere rivolte a Dio dal sacerdote che presiede l'assemblea nel ruolo di Cristo, vengono dette a nome di tutto il popolo santo e di tutti gli astanti. Infine, i segni visibili di cui la sacra liturgia si serve per significare le realtà invisibili, sono stati scelti da Cristo o dalla Chiesa. Perciò non solo quando si legge « ciò che fu scritto a nostra istruzione » (Rm 15,4) ma anche quando la Chiesa prega o canta o agisce, la fede dei partecipanti è alimentata, le menti sono elevate verso Dio per rendergli un ossequio ragionevole e ricevere con più abbondanza la sua grazia. Pertanto, nell'attuazione della riforma, si tenga conto delle seguenti norme generali

La vita liturgica nella diocesi e nella parrocchia
41. Il vescovo deve essere considerato come il grande sacerdote del suo gregge: da lui deriva e dipende in certo modo la vita dei suoi fedeli in Cristo. Perciò tutti devono dare la più grande importanza alla vita liturgica della diocesi che si svolge intorno al vescovo, principalmente nella chiesa cattedrale, convinti che c'è una speciale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il vescovo circondato dai suoi sacerdoti e ministri.

Vita liturgica parrocchiale
42. Poiché nella sua Chiesa il vescovo non può presiedere personalmente sempre e ovunque l'intero suo gregge, deve costituire necessariamente dei gruppi di fedeli, tra cui hanno un posto preminente le parrocchie organizzate localmente e poste sotto la guida di un pastore che fa le veci del vescovo: esse infatti rappresentano in certo modo la Chiesa visibile stabilita su tutta la terra. Per questo motivo la vita liturgica della parrocchia e il suo legame con il vescovo devono essere coltivati nell'animo e nell'azione dei fedeli e del clero; e bisogna fare in modo che il senso della comunità parrocchiale fiorisca soprattutto nella celebrazione comunitaria della messa domenicale.

Partecipazione attiva dei fedeli alla messa
48. Perciò la Chiesa si preoccupa vivamente che i fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede, ma che, comprendendolo bene nei suoi riti e nelle sue preghiere, partecipino all'azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente; siano formati dalla parola di Dio; si nutrano alla mensa del corpo del Signore; rendano grazie a Dio; offrendo la vittima senza macchia, non soltanto per le mani del sacerdote, ma insieme con lui, imparino ad offrire se stessi, e di giorno in giorno, per la mediazione di Cristo, siano perfezionati nell'unità con Dio e tra di loro, di modo che Dio sia finalmente tutto in tutti.

L'omelia
52. Si raccomanda vivamente l'omelia, che è parte dell'azione liturgica. In essa nel corso dell'anno liturgico vengano presentati i misteri della fede e le norme della vita cristiana, attingendoli dal testo sacro. Nelle messe della domenica e dei giorni festivi con partecipazione di popolo non si ometta l'omelia se non per grave motivo.

La « preghiera dei fedeli »
53. Dopo il Vangelo e l'omelia, specialmente la domenica e le feste di precetto, sia ripristinata la «orazione comune» detta anche «dei fedeli», in modo che, con la partecipazione del popolo, si facciano speciali preghiere per la santa Chiesa, per coloro che ci governano, per col

Famiglia e vita liturgica con particolare riferimento all’Eucaristia

• L’Eucaristia,celebrata dalla Chiesa,crea la Chiesa.
• La famiglia
• è il luogo primario della umanizzazione delle persone e della società.
[ Giovanni Paolo II, Christifiles Laici,40]
• è chiesa domestica o piccola chiesa. [LG 11 C d A 1071 ]

La liturgia

È il luogo d’incontro col Cristo Kyrios,cioè con il Signore.

La liturgia e la vita cristiana sono intimamente connesse: i riti che ci uniscono a Cristo ci comunicano la sua salvezza e implicano numerose esigenze morali. La liturgia è vita,è dialogo privilegiato,personale e comunitario ,con il Padre,per mezzo di Cristo e nello Spirito Santo, perciò non può ridursi ad esteriorità,ma deve essere vissuta nella dimensione interiore,spirituale. Non si tratta di minimizzare la dimensione esteriore del culto,necessaria all’uomo per esprimersi,ma di condannare il culto che, non in sé,ma nel singolo soggetto si riduce a pura formalità,esteriorità,talvolta addirittura teatralità.
La salvezza,nella volontà di Dio,è per tutti,ma diventa mia,tua,del singolo individuo nella misura in cui rispondiamo alla grazia con la fede e con la conversione e la facciamo fruttificare nella quotidianità della vita.
E’ ritenuta come l’esercizio dell’ufficio sacerdotale di Cristo esercizio nel quale,per mezzo dei segni sensibili,viene significata e realizzata con la caratteristica particolare che a ciascuno dei segni si addice la santificazione degli uomini ed insieme viene esercitato il culto pubblico integrale del Corpo di Cristo.[ SC 7 ]
Dona la grazia santificante,perché diventi vita santificata. È la centrale della santità. È l’alimentazione dell’organismo soprannaturale. È la storia della salvezza che si fa vita per me.


Partecipazione personale alla liturgia

All’interno della preghiera liturgica è necessario rispettare e non mortificare i momenti di preghiera personale.
Contravvenendo alla raccomandazione del silenzio della SC 30, nella celebrazione della Messa si tende al continuo cantare,con grave danno per il raccoglimento e la preghiera personale.

Cosa s’intende per partecipazione personale alla preghiera liturgica?

È mio personale convincimento che l’uso del “messalino” o dei foglietti per la Messa domenicale non favorisce la partecipazione personale attiva,ma piuttosto rappresenta un pericolo di isolamento. La preghiera liturgica è essenzialmente comunitaria,perciò non bisogna mai perdere il contatto con il celebrante e con l’assemblea e questo contatto si perde quando si è preoccupati di seguire il “messalino” o i foglietti. Le letture bibliche non vanno lette dal singolo per conto proprio,perché sono la proclamazione della Parola di Dio fatta alla comunità orante guidata dal celebrante.

Partecipazione personale,perciò,non significa né isolamento interiore,né protagonismo esteriore,bensì contatto interiore con il celebrante e con l’assemblea nella personale riflessione.

Famiglia e vita liturgica

La famiglia ha bisogno di pregare insieme,di confrontarsi insieme con la parola di Dio,di nutrirsi insieme alla mensa del Signore. Un poco per ragioni pratiche,ancor più per mancanza di precisa convinzione,sono poche le famiglie che sentono di essere unite nella vita di preghiera,di ascolto della Parola e di culto. Spesso la religiosità è di pura facciata,ridotta ad una dimensione poco più che sociologica,per cui sia la richiesta dei Sacramenti ,sia la partecipazione all’Eucaristia domenicale sono vissute come tappe indispensabili di un cammino sociale a cui,per convenzione,non ci si può sottrarre.
La responsabilità pastorale di questa realtà non si può negare,però è anche vero che non sempre la famiglia avverte il bisogno di interiorità spirituale e,pertanto,gli sforzi pastorali si infrangono contro il muro dell’indifferenza.

L’Eucaristia

Nella notte in cui fu tradito,egli prese il pane[…]. Ogni Domenica,giorno del Signore,riuniti spezziamo il pane e rendiamo grazie.

L’Eucaristia è il centro di tutta la vita cristiana,ma la fede nell’eucaristia non è facile, come non è facile accogliere il mistero della croce di cui è la ripresentazione sacramentale.

CdA684].
Tutti i Sacramenti sono interventi salvifici di Dio,ma l’Eucaristia è il sacramento che ricapitola in sé l’intervento salvifico della storia della salvezza,cioè la morte e risurrezione di Cristo e nel quale il fedele fa memoria di tutte le grandi meraviglie che Dio ha operato e ringrazia il Signore offrendo a Dio la vittima divina e se stesso con essa. Lg. 11

Il rito eucaristico

Il rito eucaristico fa sentire i fedeli uniti fra loro e a Dio,nella comunione al corpo di Cristo.
[Lg. 11]
L’Eucaristia che celebriamo risale alla cena del Signore ed è vissuta come risposta al comando “anamnestico” dato da Gesù:fate questo in memoria di me.

In Esodo 12,1-14 nel rito della Pasqua dettato da Mosè si legge:questo giorno[quello della cena e della fuga dall’Egitto] sia per voi un zikkaron/memoriale[…] Di generazione in generazione lo celebrerete come rito perenne.
Il ricordo dell’intervento salvifico attualizza,rende presente l’intervento salvifico stesso in tutti i tempi della storia:è questa l’essenza del rito commemorativo detto “zikkaron” in ebraico e “anamnesis” in greco memoriale ,memoriale in italiano.
Il ricordare biblico ha due aspetti inscindibili:la rievocazione e l’attualizzazione.
Il rito eucaristico risulta fondamentalmente costituito da due parti:liturgia della Parola e liturgia eucaristica,articolate in unità.

Liturgia della Parola

È preceduta dal saluto del sacerdote,dall’invito all’atto penitenziale e dalla colletta,per suscitare quel giusto stato interiore,psicologico - spirituale,favorente una partecipazione attiva al mistero che si sta celebrando.
La proclamazione della Parola [ è Cristo che parla,quando nella Chiesa si legge la Scrittura SC 7,1] è per l’ascolto,per la interiorizzazione e per la vita.

Liturgia Eucaristica

Cristo,già presente nella proclamazione della Parola,dopo la consacrazione è presente nel suo corpo,nel suo sangue,nella sua anima e nella sua divinità:è presente realmente e personalmente.

Il segno sacramentale dell’Eucaristia

Segno sacramentale dell’eucaristia sono il pane e il vino sui quali il sacerdote pronunzia le stesse parole di Gesù nell’ultima cena. Il pane e il vino sono la materia del Sacramento sulla quale opera l’azione dello Spirito Santo.

Il Sacrificio Eucaristico

È strutturato secondo lo schema “a,per,in,ad”:il Padre è il principio a quo e il termine ad quem dell’azione liturgica;il Figlio incarnato,Cristo,è il gran Sacerdote,Colui per mezzo del quale compiamo l’azione liturgica;lo Spirito Santo è l’ut in quo ,cioè Colui nella presenza del quale questa azione liturgica si compie hic et nunc.

L’Eucaristia,sacrificio della Nuova Alleanza

Il Salvatore,nell’ultima cena,la notte in cui fu tradito, istituì il sacrificio eucaristico …onde perpetuare nei secoli,fino al suo ritorno,il sacrificio della croce.

La Messa

È al tempo stesso:Sacrificio,Memoriale e Sacro Convito.

• Sacrificio ,che perpetua il sacrificio della croce;
• Memoriale della morte e risurrezione del Signore che disse:fate questo in memoria di me ;
• Sacro Convito,per la comunione al corpo e al sangue di Cristo,che nella fede e nella speranza prefigura ed anticipa il convito escatologico.

Liturgia

Luogo d’incontro e di dialogo con Dio e con i fratelli.
Liturgia della Parola e liturgia eucaristica,formano un solo atto di culto.
La Parola di Dio va proclamata e spiegata e ,nell’accoglienza e nella riflessione personale, deve aiutarci a cogliere la nostra storia all’interno della storia della salvezza.
La liturgia eucaristica ripresenta il sacrificio pasquale di Cristo,perché diventi il nostro sacrificio e ci coinvolga nel suo dinamismo di carità.
La comunione eucaristica è unione a Cristo e,in Cristo,unione tra di noi.
La partecipazione alla comunione eucaristica all’interno della celebrazione della santa Messa è vivamente raccomandata,ovviamente con le dovute disposizioni.









 
Torna ai contenuti | Torna al menu