Il Paese - Parrocchia S.Nicandro V.M.

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Il Paese

Cenni Storici
Notizie storiche
Petrulo
Le prime notizie storiche su Petrulo si hanno nel secolo XI ,in pieno crepuscolo dell’età longobarda,ed è probabile che i suoi primi abitanti furono i discendenti degli antichi Caleni dispersi sulle alture del Monte Callicola,oggi detto Monte Maggiore.
Camillo Pellegrino,nella Historia principum longobardorum[Storia dei principi longobardi],rifacendosi ad un Chronicon medioevale,parla di due personaggi illustri di Petrulo vissuti,appunto, agli albori del secolo XI:la badessa Mathia e il monaco Casto.
Della badessa Mathia ,discendente da una nobile famiglia di Petrulo, dice che fu degnissima Abbatissa,natione nobilium de Castro Petruri.

Questa notizia può essere datata intorno al 1049 ,se si tiene conto di una pergamena citata dallo storico Gennaro Morra nell’opera  I conti longobardi di Venafro nei secoli X e XI,  che porta appunto questa data, dove si parla di una convenzione tra Pandolfo,conte di Venafro,discendente o addirittura figlio di Landonolfo,conte di Calvi, ed una sua cugina di nome Maria,badessa del convento di Santa Maria in Cingla in Capua. È lecito pensare che la Mathia citata dal Pellegrino e la Maria della pergamena di Venafro citata dallo storico Morra siano la stessa persona. La doppia denominazione potrebbe essere dovuta ad un errore di trascrizione dell’amanuense medioevale. L’altra notizia data dal Pellegrino  è quella di un certo monaco Casto,proveniente  dal parvo oppidulo,quod est supra urbem Cales in montibus qui Caliculae olim dicti…[proveniente dal piccolo  castello o fortezza che si trova al di sopra della città di Cales sui monti una volta detti Callicola].  Questo parvum oppidulum potrebbe essere  il castello della seconda famiglia dei conti di Calvi,oggi detto  Castegliu della Murella. Da queste notizie ricaviamo con certezza l’esistenza di un piccolo borgo chiamato Petrulo già nel 1049 ed il suo piccolo castrum[castello].  A questo castello  sembra riferirsi  lo storico Lucio  Santoro quando scrive:nel luogo dell’antica Cales vi era già un castello di origine longobarda,dove Sancio Carilio sostenne vittoriosamente l’assedio.  D’altra parte non dobbiamo dimenticare che  intorno all’anno 1000  anche il circondario caleno fu interessato dal fenomeno dell’incastellamento  e del ripopolamento rurale. Nessuna meraviglia,quindi,se anche il piccolo borgo di Petrulo aveva il suo castello.

La chiesa parrocchiale

È detta  chiesa di “San Nicandro”,ma dedicata  alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo.

Nella chiesa di San Nicandro,per decreto della Sacra Penitenzieria apostolica, essendo papa Pio XI[1922 -1939], si può lucrare l’indulgenza plenaria toties quoties il 2 Agosto.
La chiesa parrocchiale di San Nicandro ha ricevuto il  riconoscimento di personalità giuridica con Decreto del 18 giugno 1959 ed è iscritta al Registro delle personalità giuridiche presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere al N° 296.

Con Decreto del 01.10.1989 di Mons. Felice Cece[Amministratore Apostolico della Diocesi di Teano - Calvi] la chiesa e la casa canonica[partita 484:F. 8;mapp. 64;sub 1 – 2 -3 di vani 3 Cat. A/4;Rc 234,con pertinenze e servitù] sono state assegnate alla Parrocchia  di San Nicandro.

La chiesa di San Nicandro,di stile romanico, fu riedificata a cura del petrulese Mons. Izzo Antonio,vescovo di Isernia - Venafro,nel 1876 e dedicata  alla Vergine Maria Assunta in Cielo.
Risultata angusta al numero dei fedeli,il parroco don Gaetano Izzo ne propose l’ampliamento il 3 giugno 1924.
Il 28 settembre dello stesso anno il vescovo diocesano Mons. Agostino Migliore benedisse la prima pietra.
Il  2  settembre 1925 furono completati i lavori ,ma, smontata l’impalcatura  dalle pareti,la chiesa crollò  verso le ore 05 pomeridiane, perché le arcate erano state poggiate su pietra “tufa” frolla.  Non vi furono  vittime.
Il 14 settembre dello stesso anno,verso le 07 pomeridiane,cadde anche la navata maggiore.
Il 28 aprile 1927 iniziarono i lavori di ricostruzione. Nuovamente crollata ,fu riedificata ed ampliata a tre navate nel 1929 essendo Parroco  il sacerdote petrulese don Gaetano Izzo.
Negli anni 1989/90,essendo Amministratore il sacerdote Vittorio Monaco,  sono stati eseguiti lavori di consolidamento statico ed adeguamento antisismico [ Legge 14/5/1981 n° 219].

Negli anni successivi,con il contributo dei fedeli e l’opera  di volontariato sono stati fatti i seguenti lavori ed acquisti,tra cui:
 Anno 1990:nuovi portoni chiesa;acquisto marmi per rivestimento interno chiesa escluso l’abside e messa in opera;porte in ferro delle nicchie dei Santi e messa in opera;confessionale in marmo e legno e messa in opera;nuovi banchi in legno[34];acquisto marmi per altare centrale e abside e messa in opera.
Anno 1991:restauro delle statue dei Santi ,della Madonna,del Crocifisso in legno,dei quadri della Via Crucis,dei candelieri e dei mobili della sacrestia .
Anno 1992:restauro dell’altare maggiore;acquisto lampadario centrale ,lampadari navate laterali[2],arcate[6],altare centrale [5];impianto audio chiesa.
Anno 1995:pavimentazione in marmo del cortile della chiesa,che era in cemento grezzo;lavori perimetrali esterni per la raccolta delle acque e piazzale antistante il campanile.
Anno 1996:ricostruzione della cantoria in ferro e cemento[…]
Anno 2011:restauro Cappella Maccione[…]

Descrizione

Attualmente la chiesa,di mq. 600[seicento] circa,si presenta con una facciata in bugnato graffito animato da lesene con capitelli dorici al primo ordine e ionici al secondo.
Al di sopra del portale d’ingresso una cimasa poggiante su due mensole dal profilo mosso a guisa di volute.  Il frontone triangolare denuncia la presenza di un tetto a doppio spiovente cui fa riscontro all’interno un soffitto piano decorato a lacunari.  L’interno è a tre navate longitudinali divise da arcate a tutto sesto su colonne dal fusto liscio e capitelli dorici. La successione di intercolunni s’interrompe a livello del presbiterio marcato da un’ampia arcata che scarica su piedritti  dal capitello corinzio. Il soffitto piano è decorato da una partitura di lacunari di gusto geometrico. L’altare maggiore,a forma basilicale,è posto al centro del presbiterio e si compone di un dossale con decorazione cruciforme, nonché di due peducci che reggono la mensa;in basso due decorazioni floreali.
In fondo all’abside è collocato un altare composto di balaustra  continua, intervallata soltanto da quattro lastroni marmorei nonché di una struttura sovrastante di colonnine doriche e  di varie volute inquadranti  il ciborio,con decorazione a bassorilievo. In fondo  navata laterale di destra c’è l’altare dell’Addolorata di tipo a blocco  e presenta due elementi decorativi a volute alle estremità del grado. La restante connettitura composta di marmi policromi disposti secondo un gusto geometrico. Al posto del paliotto c’è una vasta nicchia in cui si conserva una bellissima teca con Cristo morto. Al di sopra dell’altare ,in una nicchia appositamente costruita,c’è la statua della Madonna Addolorata. Sotto i gradini dell’altare c’è il battistero in marmo composto di una colonna e una vasca coperta.
In fondo alla navata laterale di sinistra è collocato l’altare di san Nicandro,composto di due amorini “capo altare” dipinti al di sopra di due volute poste alle estremità del grado.
Al di sopra dell’altare,in una nicchia appositamente costruita,è conservata la statua di San Nicandro. Al di sopra di una veste bianca,il Santo indossa una sopravveste lacca di geranio decorata a motivi floreali e con una greca alle estremità. Con la sinistra regge un pastorale laccato d’argento e un breviario,mentre la destra è raffigurata in atto benedicente. Il capo,coperto di alta mitra,guarda verso il fedele. Nella navata centrale, a destra,attaccato al presbiterio c’è il pulpito,che nelle facce visibile presenta una decorazione di puro disegno ad imitazione delle foglie di acanto. Superiormente una sequenza di piccoli segmenti alternantisi ad  altrettanti cerchi anch’essi dipinti alle estremità di una piccola croce greca. Sempre nella navata centrale, a sinistra,attaccata al presbiterio c’è un’acquasantiera composta di  due pezzi: una  colonna in pietra serena recante la data del 1588  e una vasca  superiore di marmo . Nel presbiterio c’è una piccola acquasantiera incassata parzialmente nel filo della muratura e presenta uno spigolo smussato e due spigoli vivi. All’entrata della chiesa  vi è una coppia di acquasantiere incassate parzialmente una nella colonna di destra e l’altra in quella di sinistra recanti una serie di modanature sulla superficie esterna e una sporgenza nella parte che si appoggia al muro. La sessione orizzontale è una elisse. La conservazione è discreta,presentano segni di corrosione.

Nella sacrestia c’è un lavabo composto di una vasca a forma quadrangolare con profilo esterno sagomato,nonché di un elemento superiore circolare per la fuoriuscita dell’acqua.

Opera M. Mandara

Con testamento olografo datato 25.03.1945 l’avvocato Antonio Mandara fu Pietro lasciava erede di tutti i suoi beni presenti e futuri la Parrocchia di San Nicandro in Petrulo di Calvi Risorta.

a. Asilo Infantile Marco Mandara,via XX Settembre 34

Negli anni 1963-1964,su terreno lasciato dall’avvocato Antonio Mandara particella 5014 del F. 7 del Comune di calvi Risorta fu costruito,con il finanziamento della Cassa del Mezzogiorno,l’asilo infantile in memoria di “Marco Mandara”. Detto Asilo è stato gestito dalle Suore Ancelle dell’Immacolata fino al mese di Giugno 2001.

b. Centro di aggregazione giovanile “don Milani”.

Il fabbricato “ M.Mandara”,di proprietà della Parrocchia S. Nicandro in Calvi Risorta, con lavori  iniziati in data 08.03.2004 e terminati il 05.03.2007 e finanziati dalla Diocesi di Teano – Calvi settore Caritas Diocesana  e un contributo della Parrocchia S. Nicandro, è stato reso funzionale per essere adibito a Centro  Diocesano – Interparrocchiale  di accoglienza e  aggregazione per ragazzi e giovani.

In data 17 marzo 2009 la Parrocchia di S. Nicandro in Petrulo di Calvi Risorta,rappresentata dal legale rappresentante sac. Vittorio Monaco ha concesso in Comodato d’uso trentennale alla Diocesi di Teano – Calvi il suddetto immobile.
Il Centro è stato inaugurato da Sua Ecc.za Mons. Arturo Aiello,Vescovo della Diocesi di Teano – Calvi nel mese di Maggio 2009.

Attualmente è abitato e  gestito da due suore francescane di Santa Filippa Mareri.




















 
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